2 giugno, Mattarella: “Unità morale limite per la politica, sia giornata simbolo per la ripartenza”

2 giugno, Mattarella: “Unità morale limite per la politica, sia giornata simbolo per la ripartenza”

Il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

ROMA – “Il 2 giugno, domani, si celebra l’anniversario della nascita della nostra Repubblica. Lo faremo in una atmosfera in cui proviamo nello stesso tempo sentimenti di incertezza e motivi di speranza“. Inizia cosi’ il saluto del presidente della repubblica Sergio Matarrella in occasione del “Concerto dedicato alle vittime del coronavirus” nel 74° anniversario della Festa Nazionale della Repubblica.

Stretti tra il dolore per la tragedia che improvvisamente ci e’ toccato vivere e la volonta’ di un nuovo inizio. Di una stagione nuova, nella quale sia possibile uscire al piu’ presto da questa sorta di incubo globale. Tanti fra di noi avvertono il ricordo struggente delle persone scomparse a causa del coronavirus: familiari, amici, colleghi. Sovente senza l’ultimo saluto. A tutte le vittime, a chi e’ morto solo, al ricordo dei tanti affetti spezzati e’ dedicato questo concerto, con il maestro Daniele Gatti e l’orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, che ringrazio per la loro partecipazione. Accanto al dolore per le perdite e per le sofferenze patite avvertiamo, giorno dopo giorno, una crescente volonta’ di ripresa e di rinascita, civile ed economica”.

Serviranno coraggio e prudenza. Il coraggio di guardare oltre i limiti dell’emergenza, pensando al futuro e a cio’ che deve cambiare. E la prudenza per tenere sotto controllo un possibile ritorno del virus, imparando a conviverci in sicurezza per il tempo che sara’ necessario alla scienza per sconfiggerlo definitivamente”.

Possiamo assumere questa giornata come emblematica per l’inizio della nostra ripartenza. Ho ricevuto e letto, in questi tre mesi, centinaia di messaggi di preoccupazione ma anche di vicinanza, di fiducia, di speranza. Dobbiamo avere piena consapevolezza delle difficolta’ che abbiamo di fronte. La risalita non sara’ veloce, la ricostruzione sara’ impegnativa, per qualche aspetto sofferta”.

NON BRANDIRE SOFFERENZE UNI CONTRO ALTRI, SERVE SERIETA’

“Mi permetto di invitare, ancora una volta, a trovare le tante ragioni di uno sforzo comune, che non attenua le differenze di posizione politica ne’ la diversita’ dei ruoli istituzionali”.

“Siamo tutti chiamati a un impegno comune contro un gravissimo pericolo che ha investito la nostra Italia sul piano della salute, economico e sociale. Le sofferenze provocate dalla malattia non vanno brandite gli uni contro gli altri. Questo sentimento profondo, che avverto nei nostri concittadini, esige rispetto, serieta’, rigore, senso della misura e attaccamento alle istituzioni. E lo richiede a tutti, tanto piu’ a chi ha maggiori responsabilita’. Non soltanto a livello politico. Siamo chiamati a scelte impegnative”

UNITA’ MORALE LIMITE PER POLITICA, SIAMO STESSO POPOLO

“Questo 2 giugno ci invita a riflettere tutti su cosa e’, su cosa vuole essere la Repubblica oggi. Questo giorno interpella tutti coloro che hanno una responsabilita’ istituzionale – a partire da me naturalmente – circa il dovere di essere all’altezza di quel dolore, di quella speranza, di quel bisogno di fiducia“.

“Non si tratta di immaginare di sospendere o annullare la normale dialettica politica. La democrazia vive e si alimenta di confronto fra posizioni diverse. Ma c’e’ qualcosa che viene prima della politica e che segna il suo limite. Qualcosa che non e’ disponibile per nessuna maggioranza e per nessuna opposizione: l’unita’ morale, la condivisione di un unico destino, il sentirsi responsabili l’uno dell’altro. Una generazione con l’altra. Un territorio con l’altro. Un ambiente sociale con l’altro. Tutti parte di una stessa storia. Di uno stesso popolo”.

DOMANI A CODOGNO, SONO FIERO DEL MIO PAESE

Domani mi rechero’ a Codogno, luogo simbolo dell’inizio di questo drammatico periodo, per rendere omaggio a tutte le vittime e per attestare il coraggio di tutte le italiane e tutti gli italiani, che hanno affrontato in prima linea, spesso in condizioni estreme, con coraggio e abnegazione, la lotta contro il coronavirus. Desidero ringraziarli tutti e ciascuno. L’Italia – in questa emergenza – ha mostrato il suo volto migliore. Sono fiero del mio Paese”.

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