A 40 anni dal terremoto dell’Irpinia, tutte le crepe di una ricostruzione ancora in atto

A 40 anni dal terremoto dell’Irpinia, tutte le crepe di una ricostruzione ancora in atto

Il 23 novembre del 1980 sono le 19:34 quando per 90 interminabili secondi la terra trema. Il terribile bilancio: quasi tremila morti e interi paesi rasi al suolo

di Marco Santangelo

NAPOLI – Dal terremoto dell’Irpinia sono passati 40 anni. Pochi per dimenticare ma troppi per un piano di ricostruzione non ancora terminato. È il 23 novembre del 1980, le 19:34. Per 90 secondi la terra trema, la scossa principale segna 6,9 gradi di magnitudo sulla scala Richter, con un’intensità tra i 10 gradi (completamente distruttiva) e i 7 gradi (molto forte) della scala Mercalli. L’ipocentro è a soli 10 km di profondità; l’epicentro è tra i comuni di Teora, Castelnuovo di Conza e Conza della Campania. Tanto è bastato a scuotere un’area che si estende lungo 17mila chilometri quadrati dall’Irpinia al Vulture, a cavallo tra le province di Avellino, Salerno e Potenza. Una scarpata di faglia visibile per circa 38 chilometri.

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