Aggressione verbale a carico di una dottoressa del servizio di Continuità assistenziale

Aggressione verbale a carico di una dottoressa del servizio di Continuità assistenziale

“Difficilmente avremmo avuto la possibilità di sapere che sulle sponde del lago Maggiore, in provincia di Novara, esiste la ridente cittadina di Arona.

Aggressione verbale a carico di una dottoressa del servizio di Continuità assistenziale. Verbale e non fisica, si badi bene, perché la collega è riuscita a barricarsi all’interno dell’ambulatorio fino al sopraggiungere delle forze dell’ordine.

 Un grazie dunque all’aggressore che ci ha consentito di rinfrescare le nostre nozioni di geografia.

Invece conosciamo bene l’ospedale San Giovanni Addolorata di Roma dove solo pochi giorni fa due infermieri sono stati terrorizzati da un individuo che li ha minacciati con un coltello”.

Così in un comunicato Luciano Cifaldi, segretario della Cisl Medici Lazio e Benedetto Magliozzi segretario della Cisl Medici di Roma/Rieti commentando solo l’ultimo di una serie infinita di aggressioni.

 “E mentre il problema delle aggressioni inizia ad avere una importante risonanza mediatica ricordiamo che l’Assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio  aveva nell’agosto scorso rappresentato l’ipotesi di un daspo urbano per chi compie atti reiterati di violenza ai danni degli operatori sanitari.

Il ripristino dei posti di pubblica sicurezza all’interno degli ospedali era stata la seconda valida proposta dell’assessore. Era agosto dell’anno scorso e le aggressioni sono continuate. Assessore darà mai indicazioni alle aziende di costituirsi parte civile contro gli aggressori?

Avere la certezza che i tuoi datori di lavoro, l’Azienda Sanitaria e la Regione, si costituiscono parte civile nel procedimento penale verso gli aggressori darebbe vigore al senso di appartenenza che ormai è da ritenersi nullo” – concludono i due sindacalisti della Cisl Medici.