ASD Nomentum – “Mi racconto Io” con mister Marco Fioravanti

ASD Nomentum - "Mi racconto Io" con mister Marco Fioravanti

di Fausto Zilli

Continua con successo la rubrica ” Mi racconto Io“, dedicata agli addetti ai lavori nel mondo del calcio amatoriale. Oggi è la volta di mister Marco Fioravanti, attualmente istruttore presso l’ASD Nomentum del patron Simone Ruggeri.

Ciao Marco, raccontaci della tua storia calcistica..

“La mia storia calcistica, inizia nella stagione 1977/1978, nella società del mio quartiere a Roma, il C.S. Kolbe in quel di Ponte mammolo, quartiere che mi ha visto crescere e formare. Poi dalla stagione 1983/84 andai alla Tivoli Terme, dove feci tutta la trafila, dalle giovanili fino ad esordire ad appena 17 anni, in prima squadra, che allora militava nel campionato Interregionale, a Marcianise, grazie al Mister Ricci. Nel frattempo vincemmo per due anni consecutivi, il campionato Under 18 Regionale, guidati da un grande Mister, almeno per me, Emile Amicucci. Sono rimasto molto legato alla Tivoli Terme, città stupenda, compagni di squadra eccezionali, ambiente sano e passionale, il top ed ancora oggi quando ci ritorno ho un tuffo al cuore. Tanti ricordi e tutti belli. In seguito andai in prestito, prima alla Libertas Centocelle poi al Santa Lucia di Mentana, qui prima con il Mister Biondi e poi il Mister Berti. Ottimi campionati uno di Prima Categoria e poi di Promozione. Poi con con la Cavese, dove ottenemmo una faticosa ma spettacolare salvezza. Passai al Bassano Romano, sempre in Prima Categoria, ma per motivi extra calcistici, andai via per trasferirmi al San Cesareo, dove dopo due anni, mi lesionai i crociati. Fù allora che decisi di smettere col calcio giocato“.

Avresti mai detto di intraprendere la carriera da allenatore?Sinceramente no,  ho iniziato per una casualità nel lontano 2003, grazie al Responsabile della Scuola Calcio del Monterotondo, Mister Iacomino, che mi diede un gruppo 95’ e da allora, sono rimasto fermo solo due anni, per motivi di salute e di lavoro. Ma come ho potuto, sono ritornato sul campo. Adesso sono al Nomentum e mi trovo benissimo, guido un gruppo Pulcini 2011 eccezionale. Mi hanno dato anche la possibilità di seguire il corso AIAC LIC C, dove a causa del covid, sono rimandati all’anno prossimo gli esami pratici, ma gli orali delle altre materie sono andati benissimo. Quindi sono ancora in standby…ma presto arriverà il patentino .”

Qualità che non devono mancare ad un’allenatore?Le qualità che un allenatore deve avere sono poche ma essenziali; passione, autocritica, motivazione, comunicazione, essere di esempio, competenza ed essere un buon osservatore. Passione, perché per far bene una qualsiasi cosa, ci vuole passione. Autocritico perché devi mettere in discussione costantemente le tue decisioni. Motivare la squadra tutti i ragazzi anche chi gioca meno, per poter raggiungere gli obiettivi di rendimento personale e poi quelli per il risultato. Comunicare sempre in modo chiaro, che sia strategia di gara, che info riguardanti orario e allenamenti. Dare l’ esempio, perché se chiedi ai tuoi ragazzi di rispettare le regole, bisogna assicurarsi di essere noi i primi. Competenza nelle cose che trasmetti, nelle strategie adottate studiando ed aggiornandoti sempre. Saper osservare le dinamiche in campo ma anche fuori, quelle relazionali fra giocatori e interne al singolo.

Che qualità deve avere un giocatore per diventare un campione nel calcio?Per diventare un campione, un giocatore deve avere spirito di sacrificio, perseveranza e non mollare mai, neanche dopo qualche sconfitta, sia di squadra ma soprattutto personale.

Cosa ti senti di consigliare ai genitori?Il consiglio che lascio ai genitori è sempre lo stesso, lasciate ai vostri ragazzi la possibilità di crescere senza gli assilli della buonissima prestazione sportiva. Lasciateli divertire e sbagliare da soli, standogli vicini sempre ma senza interferire pesantemente. Sei stato un giocatore che usava diversi “trucchetti del mestiere”, li insegnerai ai tuoi ragazzi?No, non ho mai usato trucchetti quando giocavo, sfruttavo le mie capacità che erano l’anticipo e riuscire a leggere prima l’azione. Non insegnerò mai ai miei ragazzi certi trucchetti del mestiere, bisogna vincere rispettando sempre tutto e tutti, il giorno che farò questo sarà il giorno che smetterò.

Qual è stata la stagione da giocatore che ricordi con più piacere?Sono le stagioni passate a Tivoli, sotto la guida tecnica del mister Amicucci, un grande allenatore ma soprattutto una grande persona e mi piacerebbe rincontrarlo.

Qual è l’allenatore che preferisci?L’allenatore straniero che preferisco è Klopp, quello italiano è De Zerbi, due strateghi che fanno giocare al calcio, il calcio che piace a me.” Il giocatore che preferisci?Il giocatore che preferisco è Alexander Arnold del Liverpool, sulla sua scheda tecnica è riportato difensore, ma non è difensore è il top del calciatore di oggi. Alexander attua le due fasi in maniera impeccabile. Per me è il numero uno. Ai tempi della Tivoli ero…quasi simile.