Biowaste, CIC: crescono gli impianti (+6%) ma serve maggior impegno della politica

Crescono in Italia gli impianti di trattamento del rifiuto organico, nuove aziende ottengono il Marchio Compost di Qualità CIC e da Bergamo arriva il primo esempio in IMG_1392.JPGItalia nella produzione di biometano esclusivamente dal trattamento dei rifiuti organici: a sottolinearlo è il Consorzio Italiano Compostatori, nel corso della XIX edizione della Conferenza sul Compostaggio e la Digestione Anaerobica del rifiuto organico ad Ecomondo.
Tuttavia, il Consorzio chiede un maggior impegno della politica per migliorare le infrastrutture per il trattamento dei rifiuti organici, soprattutto al Sud.

Dalla Fiera di Rimini, il CIC ha dato appuntamento al settore del Biowaste ad Assisi dove, in occasione della Giornata Mondiale del Suolo (4-5 dicembre), si terrà l’evento “Dalla terra alla Terra. Il suolo tra cambiamenti climatici e nuovi stili di vita”.

Maggior impegno della politica per far crescere e migliorare le infrastrutture del settore biowaste: questa la richiesta del CIC – Consorzio Italiano Compostatori rilanciata durante la XIX edizione della Conferenza sul Compostaggio e la Digestione Anaerobica del rifiuto organico organizzato da CIC, European Compost Network e ISPRA, che si è svolta ad Ecomondo, la fiera internazionale della Green Economy.

 

In continuità con gli anni precedenti e in occasione del 25ennale della fondazione del CIC, il convegno ha messo al centro il “sistema compost”, analizzando la necessità di nuove infrastrutture e la tematica della corretta gestione di sfalci e potature.

 

In particolare, secondo una prima elaborazione da parte del CIC del Rapporto Rifiuti ISPRA 2017, crescono gli impianti di trattamento del rifiuto organico (+6%), passando da 308 a 326: il compostaggio aumenta di 13 unità mentre gli impianti integrati di DA e compostaggio di 5. “I dati fanno ben sperare, ma continuiamo ad avere una situazione paradossale e a vedere un’Italia a due velocità dal punto di vista dell’impiantistica: mentre nel Nord ci sono comuni con la raccolta differenziata all’85%, al Sud ci sono casi in cui siamo fermi al 5%. Al Sud ci sono situazioni virtuose, ma manca tutta l’impiantistica”, spiega Massimo Centemero, Direttore del CIC. “Non è necessario che siano impianti creati ex novo: in un’ottica di green economy potrebbero sorgere su aree industriali o discariche dismesse o abbandonate, come dimostrano i casi eccellenti degli impianti di Montello (Bergamo) e di Sesa (Padova), sorti rispettivamente sulle ceneri di un’acciaieria e di una discarica”.

 

“Per questo motivo, il CIC chiede alla politica, anche in vista delle prossime elezioni, di fare un piano infrastrutturale del settore del recupero e riciclo del rifiuto organico, settore che ha dimostrato negli ultimi 25 anni di crescere e di autosostenersi, anche senza incentivi”, aggiunge Alessandro Canovai, Presidente del Consorzio Italiano Compostatori.

 

Qualità della raccolta: premiati tre impianti italiani
Il convegno ha poi focalizzato l’attenzione sul tema della qualità della raccolta, del compost prodotto, dei fertilizzanti organici, dei manufatti compostabili. Come emerso dagli studi e dai monitoraggi realizzati nell’ambito di un accordo con Assobioplastiche, Corepla e Conai, la purezza media dell’umido che viene raccolto nelle città italiane è superiore al 95%, le impurità, cioè i materiali non compostabili, sono pari al 5%. L’indagine ha anche messo in evidenza che, nonostante l’obbligo di raccolta con manufatti biodegradabili e compostabili, più del 43% dei sacchi per contenere l’umido non è compostabile. In questo contesto, il Consorzio ha premiato alcune eccellenze italiane che hanno ottenuto il Marchio Compost di Qualità CIC: le società Aisa Impianti (Arezzo), Sogliano Ambiente (Forlì-Cesena) e Futura (Grosseto).

 

Biometano da rifiuti organici: premiato l’impianto di Montello

Un riconoscimento è andato anche alla Montello Spa a Bergamo, premiata dalla Piattaforma Tecnologica Nazionale del (Bio)metano: consorziato CIC, il nuovo impianto di Montello è entrato in funzione da giugno 2017 e rappresenta il primo esempio in Italia nella produzione di biometano esclusivamente dal trattamento dei rifiuti organici della raccolta differenziata urbana e nell’immissione di biometano nella rete di trasporto nazionale.

Ogni anno l’impianto recupera e tratta 600.000 tonnellate di umido organico, prodotto da circa 6 milioni di abitanti ed è in grado di produrre 32 milioni di standard metri cubi, l’equivalente quantitativo di biocarburante per una percorrenza di circa 640 mln di chilometri da parte di autoveicoli bio. L’impianto di Montello non emette emissioni in atmosfera ed è il primo impianto in Italia “Carbon Negative”: recupera, infatti, dal biogas generato (composto da circa il 60% di biometano e circa il 40% di Co2) anche anidride carbonica (Co2 liquida) destinata ad uso tecnico ed alimentare.

 

Eccellenze italiane: il caso della Sardegna
Al convegno ha preso parte anche la Regione Autonoma della Sardegna, con cui il CIC ha da poco rinnovato per altri tre anni l’accordo per promuovere a livello regionale la raccolta differenziata, il trattamento dell’organico e l’utilizzo degli ammendanti compostati. In Sardegna, con una raccolta di 124,4 kg/ab anno di frazione organica (umido e verde), si attesta tra le Regioni italiane con i valori più alti nel recupero della frazione organica.

 

Verso la Giornata Mondiale del Suolo: appuntamento ad Assisi con i dati del biowaste

Ad Ecomondo, il CIC ha ribadito i temi che saranno protagonisti all’evento “Dalla terra alla Terra. Il suolo tra cambiamenti climatici e nuovi stili di vita” che si terrà ad Assisi il 4 e il 5 dicembre 2017 in occasione della Giornata Mondiale del Suolo: un appuntamento che riunirà centinaia di esperti ed operatori del settore del biowaste, con lo scopo di pianificare azioni concrete per valorizzare le biomasse compostabili e la raccolta differenziata. In questa occasione, il CIC fornirà i dati aggiornati e approfonditi sul settore biowaste, a partire dall’elaborazione del Rapporto Rifiuti ISPRA 2017.

Studio Cataldi

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