Carabiniere ucciso a Roma, Guerrisi (CONSAP) vicinanza e cordoglio alla famiglia di Cerciello Rega

Adesso un segnale forte delle istituzioni  agli operatori della Forze di Polizia per lavorare nelle migliori condizione possibili e con le tutele previste 

Il Giornale del Lazio ha chiesto al dr GUERRISI della CONSAP –  Segretario Generale Provinciale di Roma della Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia, un parere sulla recente vicenda del Vice Brigadiere dell’Arma dei Carabinieri Mario Cerciello Rega ucciso da attacco criminale. 

Segretario ancora un fatto grave nella capitale, cosa succede in termini di sicurezza e quale il pensiero del sindacato CONSAP che lei rappresenta proprio a Roma?
Non è stato sufficiente il grave ferimento del collega dell’U.P.G.S.P per mezzo di una
coltellata scoccata da un delinquente. Ancora una volta ci troviamo a piangere il lutto per un servitore dello Stato, un giovane collega che come tanti altri ha scelto di servire il Paese per garantire quella democrazia, libertà, giustizia e sicurezza poste a fondamento del nostro ordinamento giuridico per la tutela di tutti i cittadini italiani.
Ai familiari del collega Mario Cerciello Rega e all’Arma dei Carabinieri tutta, va la nostra vicinanza e il cordoglio per questa grave perdita. Purtroppo anche in questa triste circostanza che ha visto un servitore dello Stato, sacrificare la propria vita per assicurare due delinquenti alla giustizia dobbiamo constatare come le attuali dotazioni in uso alle Forze di Polizia e le e regole di ingaggio o per meglio dire norme giuridiche, non siano più adeguate per un efficace contrasto alla criminalità. Gli operatori di Polizia convivono quotidianamente con un sentimento di angoscia che nasce dall’incertezza su quale comportamento porre in essere nella varie circostanze d’intervento, tale stato d’animo discende dalla paura di vedersi indagato o ancora peggio ricoverato presso qualche ospedale a seguito di pugnalate, bastonate o nella migliore delle circostanze pugni o calci ricevuti, anche uso distorto di immagini registrate, con gli strumenti messi oggi a disposizione della tecnologia, sono fonte di preoccupazione per gli
operatori. Ecco perché, non volendoci unire alla consolidata prassi del tifo da stadio di chi è contro a prescindere o di chi è a favore a prescindere, riteniamo ormai non più procrastinabile per le Forze di Polizia l’utilizzo, sia per scopi di difesa che probatori, di nuovi strumenti quali il Teaser e Body Cam.
Ci aspettiamo un segnale forte ed inequivocabile da parte delle istituzioni che permetta agli
operatori della Forze di Polizia di operare nelle migliori condizione possibili sia per la propria
incolumità che per quelle dei cittadini.
  …::: Intervista di Redazione GdL