Caso Gregoretti, oggi il voto sull’autorizzazione a procedere per Salvini. La relatrice Stefani: “Conte coinvolto”

Apre i lavori la relazione della senatrice leghista Erika Stefani, incaricata di riassumere l’esito dei lavori della Giunta per le autorizzazioni e le immunità del Senato

ROMA – E’ iniziata al Senato la seduta dedicata alla richiesta di autorizzazione a procedere da parte del Tribunale dei ministri di Catania del senatore Matteo Salvini, accusato del reato di sequestro di persona sul caso della nave Gregoretti.

A quanto si apprende da fonti della Lega la senatrice Giulia Bongiorno parlerà in aula, in relazione al caso Gregoretti, verso le 11 e 30 – 12. Matteo Salvini sara’ in aula verso le 13 ed il suo intervento è previsto per le 13.30.

Salvini incontrera’ i giornalisti in sala Postergali al Senato verso le 12, al termine dell’intervento in aula della Bongiorno.

La votazione, elettronica con metodo palese, sara’ lasciata aperta fino alle 19.

STEFANI (LEGA): CONTE COINVOLTO, RESPONSABILITA’ COLLEGIALE DEL GOVERNO

I lavori si sono aperti con la relazione della senatrice leghista Erika Stefani, incaricata di riassumere ai senatori l’esito dei lavori della Giunta per le autorizzazioni e le immunità del Senato. Stefani nel rivolgersi all’aula legge la relazione del presidente della Giunta per le immunita’ Maurizio Gasparri (relazione bocciata il 20 gennaio scorso in Giunta) e ricorda tra le altre cose anche la memoria dell’ex ministro Salvini che chiama in causa le responsabilita’ collegiali del governo sulla politica migratoria, leggendo in aula dichiatazioni del presidente del consiglio Giuseppe Conte in relazione al Caso Diciotti e in Parlamento.

Stefani ricorda anche la mail del consigliere diplomatico Benassi al premier Conte in cui si faceva “riferimento espresso alla nave Gregoretti con la presenza di immigrati”.

La senatrice leghista dice: “Non si puo’ non rilevare la ferma contestualita’ di questa iniziativa della presidenza del consiglio all’inizio di questa vicenda. Successivamente alla presa in carico della vicenda la stessa presidenza prendeva nota della incertezza di alcuni stati membri che precludeva la possibilita’ di ricollocazione, comprovando” che era in corso questo tentativo.

Di conseguenza, aggiunge Stefani riassumendo la memoria del ministro Salvini e la relazione del presidente Gasparri alla Giunta per le immunita’, “appare evidente da un lato che il meccanismo di ricollocamento non era operativo alla data del 26 luglio e che l’immediatezza della presa in carico da parte della presidenza del consiglio rende del tutto inverosimile l’ipotesi di un’azione individuale da parte del ministro Salvini“.

D’altro canto: “Nessuna presa di posizione contraria e’ stata presa dal presidente del consiglio Conte. Ci fu una implicita e anche esplicita condivisione”. Stefani legge in tal senso “anche dichiarazioni del ministro Bonafede e una del vicepresidente Di Maio, registrate dalle agenzie”.

In sintesi: “E’ sicuramente configurabile un coinvolgimento politico governativo del presidente del consiglio“.

STEFANI (LEGA): GIUNTA ESAUTORATA, ORA SI DECIDA NEL PROCESSO

“L’alta funzione istituzionale assegnata alla giunta e’ stata quasi alterata” da ragioni politiche. “La Giunta non e’ chiamata a salvaguardare posizioni individuali, la valutazione prescinde dagli interessi individuali. La giunta e’ stata esautorata dalla funzione principale e piegata a una ragione diversa. A questo punto la sede necessaria per rinvenire la verita’ per portare sul piano istituzionale la questione risulta essere la sede processuale”, dice la senatrice leghista Erika Stefani, concludendo la relazione all’aula del Senato sul caso Gregoretti.

SANTANCHE’ (FDI): VENDETTA POLITICA, SINISTRA VUOLE ESCLUDERE SALVINI

“La cosa che ci dispiace di piu’ e’ che questo governo usa le istituzioni. Usa l’istituzione del Senato per vendette politiche. Le istituzioni sono una cosa seria e non si dovrebbero usare a fini politici per vendette e ripicche personali”, dice Daniela Santanche’ di Fdi, prendendo la parola in aula al Senato dopo la relazione di Erika Stefani.

Secondo Santanche’ “e’ il vecchio vizio della sinistra per cui e’ meglio portare gli avversari politici a processo e poi e’ meglio che siano condannati per essere tolti dalla competizione politica. Avviene cosi’ da venti anni”.

L’esponente di Fdi conclude: “Mi sarebbe piaciuto vedere oggi il presidente del consiglio e il ministro Di Maio. Ma sara’ molto interessante quando iniziera’ questo processo e tutti loro, a cominciare sicuramente da Conte e Di Maio, saranno citati come testimoni. Dovranno sfilare e allora mi piacera’ vedere cosa diranno sotto giuramento”.

MODENA (FI): SAREBBE COME PER I MARO’…

E’ un pericolosissimo precedente. Chiunque qui dentro puo’ trovarsi nella situazione in cui si e’ trovato Salvini. E’ come se qualcuno avesse chiamato l’allora ministro Maroni a rispondere dei respingimenti perche’ c’era una sentenza” in un’aula di Tribunale. Il campo di gioco individuato dal tribunale dei ministri “e’ un campo di gioco scorretto pericoloso e non accettabile“, dice la senatrice Fiammetta Modena a nome di Forza Italia nell’aula del Senato dopo la relatrice Erika Stefani.

Modena fa anche un paragone con la vicenda dei militari italiani accusati di aver ucciso due pescatori indiani. “E’ come se il tribunale dei ministri avesse chiamato D’Alema quando e’ stata bombardata la Serbia. E’ come se avessero chiamato il ministro Terzi quando hanno lasciato i maro’ in India“, dice, suscitando qualche perplessita’ nell’emiciclo.

BONINO (+EUROPA): MARINAI E PROFUGHI USATI PER OBIETTIVO POLITICO

Vogliamo davvero sostenere l’assurdo che la patria italiana correva il rischio di essere invasa da una nave della guardia costiera italiana? Siamo al di la’ di ogni raziocinio”, dice Emma Bonino, rivolgendosi all’aula del Senato sul caso Gregoretti.

“Vogliamo davvero sostenere che la sicurezza dello Stato era minacciata da una decina di marinai italiani e da un centinaio di naufraghi stranieri, di nessuno dei quali era stata accertata la pericolosita’? Marinai e profughi sono stati usati come leva di pressione per un obiettivo politico“, aggiunge.


Alfonso Raimo
. «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»