Clima, Paesi poveri a Cop24: “Siamo i meno responsabili, ma i più colpiti”

Lo ha sottolineato Gebru Jember Endalew, presidente delle delegazioni dei Paesi meno sviluppati (Ldc), a Katowice per Cop24 dell’Onu

ROMA – “Siamo i meno responsabili del cambiamento climatico ma anche i più vulnerabili alle sue conseguenze”: lo ha sottolineato Gebru Jember Endalew, presidente delle delegazioni dei Paesi meno sviluppati (Ldc), a Katowice per la conferenza delle Nazioni Unite Cop24.

Secondo il diplomatico, di nazionalità etiopica, per le politiche di contrasto serviranno “miliardi e miliardi”. Un riferimento, questo, alla promessa dei Paesi ricchi di garantire allo scopo finanziamenti per i più poveri per cento miliardi di dollari l’anno entro il 2020.

Di fondi si è parlato oggi nella città polacca anche per un annuncio della Banca mondiale. L’istituto con sede a Washington ha fatto sapere che stanzierà 200 miliardi per il periodo compreso tra il 2021 e il 2025, una somma doppia rispetto a quella prevista per il quinquennio precedente. Nelle prossime due settimane a Katowice si discuterà di come applicare gli impegni, non vincolanti, assunti con l’Accordo di Parigi.

Al di là del ritiro dal trattato già annunciato dagli Stati Uniti, preoccupano però resistenze su più fronti. Nella Dichiarazione di Slesia, documento finale della conferenza preparato dalla Polonia, in primo piano c’è la necessità di garantire un “avvenire decente” ai lavoratori del comparto del carbone “toccati dalla transizione” verso economie meno inquinanti.

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Vincenzo Giardina