Come le banche raggirano la legge sui prestiti finalizzati evitando la condanna al risarcimento

Il finanziamento finalizzato all’acquisto di un determinato bene per le le banche è diventato un prodotto a rischio ritorsione e hanno inventato un sistema: Federcontribuenti, ” preferiscono concedere prestiti personali perché sono stati condannati migliaia di volte alla restituzione dell’intera somma finanziata al consumatore per nullità contrattuale o per indeterminatezza dell’oggetto del contratto”. La legge sul credito al consumo è stata quindi raggirata e Federcontribuenti informa Banca d’Italia. Questo sistema creditizio si attua soprattutto per i cattivi prodotti, come le multiproprietà. Per inciso: le multiproprietà non hanno mercato, chi le possiede non deve ipotizzare ricavi o rimborsi spese e i consumatori devono anche stare attenti a proposte di permuta o di vendita fatte da finte società, le quali vantano studi notarili inesistenti, che spariscono dopo l’acconto. Inoltre si specifica che l’attuale metodo di commercializzazione delle multiproprietà, punti vacanza o timeshare è in piena violazione della Legge 173 art 5 (Divieto delle forme di vendita piramidali e di giochi o catene) poiché il tutto avviene attraverso il reclutamento per provvigioni di agenti fino ad arrivare al consumatore. Sembra uno schema Ponzi: ”Lo schema di Ponzi, – ci spiega l’ufficio legale della Federcontribuenti -, avviene quando la società che gestisce le multiproprietà sparse su più territori promette provvigioni a chi le vende e ricerca continuamente nuove vittime disposte a pagare le quote. I guadagni infatti maturano esclusivamente dalle quote pagate dai nuovi investitori e non da attività produttive o finanziarie perchè, lo ribadiamo, nel tempo le multiproprietà come il time share come i punti vacanza hanno perduto la natura di investimento diventando unicamente fonte di spesa per chi le possiede, quindi perdita di denaro. Il sistema è naturalmente destinato a terminare con perdite per la maggior parte dei partecipanti, perché i soldi “investiti” non danno alcuna vera rendita né interesse”. Danni al consumatore.La vacanza premio non è altro che un tentativo di strappare un contratto di acquisto, smascherato da appuntamento a domicilio: ” il consumatore nei giorni della vacanza viene assediato fin quando, pur di liberarsi dello scocciatore, firma un falso appuntamento a casa mentre ignora, di aver appena firmato una proposta di acquisto”. Tornati a casa scoprono non solo di essere diventati proprietari di una settimana di vacanze, ma di aver firmato anche una proposta di finanziamento e quando tentano di disdire, si sentono dire dall’incaricato della società’ venditrice, che il ripensamento costerebbe loro più del finanziamento viste le clausole contenute nel contratto. Naturalmente mentono, il consumatore ha tutto il diritto di disdire sia l’acquisto sia l’annesso prestito finalizzato all’acquisto di una multiproprietà o un certificato membership o crediti vacanza, ottenuto con l’inganno e dietro la quale la banca concessionariadel prestito risulta altrettanto responsabile della truffa”. In sintesi, i consumatori non firmano un appuntamento, ma l’adesione ad un programma vacanze con l’impegno a corrispondere il prezzo “promozionale” sottoscrivendo anche un finanziamento che di solito si aggira attorno ai 10/15/20 mila euro.Quale tutela per i consumatori?”Tutti questi contratti e i loro finanziamenti sono da ritenersi nulli per difetto dei requisiti richiesti dalla normativa in materia di multiproprietà e dalle norme generali in materia di contratti. Prima di tutto nel momento della sottoscrizione vi è l’inganno, infine al consumatore non viene consegnato il prospetto informativo e i documenti sulla richiesta del finanziamento. È evidente come, a prescindere dai rilievi in diritto, che il contratto di finanziamento deve essere annullato perché’ negoziato e concluso con le medesime modalità’ del primo, ovvero con raggiri a danno dei consumatori”.Il ruolo delle finanziarie e delle banche.”L’intermediario finanziario deve essere sempre al corrente dell’operato e delle modalità’ di azione dei propri convenzionati, ( le società che piazzano multiproprietà hanno convenzioni con banche e finanziarie) non potendo disinteressarsi del comportamento di soggetti del cui operato commerciale si avvale nell’esercizio della propria attività’ di concessione di credito.”.La mediazione è obbligatoria, ma non per tutti.L’ufficio legale della Federcontribuenti rende noto: ”abbiamo avviato una segnalazione documentata alle autorità preposte vista la continua pratica scorretta esercitata da alcune grandi Banche le quali, pur avendone l’obbligo, disertano la mediazione, obbligando il consumatore ad adire alle vie legali pur di vedersi riconosciuto il diritto al rimborso per un prestito, sottoscritto con l’inganno, riconducibile al contratto sottoscritto, sempre con l’inganno, per la multiproprietà o punti vacanza o time share”.La giurisprudenza dà ragione ai consumatori.Contratto nullo per sussistenza di collegamento negoziale.”I consumatori deve quindi sapere di poter annullare, anche se superati i termini per la disdetta, sia il contratto di acquisto sia quello per il finanziamento e che hanno diritto al rimborso delle rate pagate, perché il prestito è collegato e contestuale all’acquisto della multiproprietà. È grave e spregiudicatol’atteggiamento di queste banche e queste finanziarie in quanto, tentando di aggirare la legge, concedono non prestiti finalizzati al consumo, ma prestiti personali mascherati come finalizzati, vale a dire un prestito concesso non per un bene specifico”.Se vi ritenete vittime di questo sistema potete farvi assistere rivolgendovi all’Associazione.