Concerto del pianista Camillo Savone domenica 8.1.17 Ceccano S. Giovanni Battista

“Il concerto è basato sull’improvvisazione e la rielaborazione personale delle più note melodie natalizie, a partire dagli spirituals fino ad oggi, insieme a mie pagine originali di musica sacra edite molti anni fa. Inoltre suonerò alcuni brani liturgici popolari, trasformati dalla rielaborazione e dell’improvvisazione. Non è un concerto tradizionale ma un progetto che propone un momento alto di ascolto emotivamente unico, cercando “musica inaudita” cioè mai ascoltata prima in questa forma e mai duplicabile dal vivo il giorno dopo. Festeggio così i cinquant’anni di studio quotidiano della musica, spero di poterne vivere altrettanti e in modo altrettanto entusiasmante e innovativo.

                                                                                                                                Camillo Savone

 

Camillo Savone ha iniziato a suonare a cinque anni studiando privatamente fisarmonica, chitarra, basso e altri strumenti. A dieci anni entra al Conservatorio Licinio Refice di Frosinone appena nato dove si diploma in Pianoforte col massimo dei voti, in Didattica e dove studia Musica jazz, Composizione, Direzione di coro. Si perfeziona poi con grandi interpreti italiani e stranieri e intraprende una carriera concertistica vivace e variegata fino al 1991, in Europa e Russia. Ha suonato più volte davanti a Papa Giovanni Paolo II, proponendo anche sue composizioni, e a Capi di Stato e di Governo. Per la sua attività è premiato più volte con riconoscimenti in Italia e all’estero. Per decenni si è dedicato all’insegnamento e alla didattica: è stato fondatore e direttore per sedici anni della Scuola Comunale di Musica di Ceccano e del Coro civico polifonico, tenendo decine di concerti e diffondendo il suo progetto didattico. Ha fondato e diretto per i primi anni, altre scuole civiche e ha formato docenti nella didattica di base. Giornalista pubblicista dal 1991, ha scritto per anni su quotidiani, periodici e per diversi editori italiani specializzati, occupandosi di spettacolo, critica e politiche culturali. Insegna da trent’anni Pianoforte nella Scuola ad Indirizzo Musicale. Con la piena maturità, e un bagaglio di esperienze lontane da mode e tendenze, torna al pianoforte ma lo fa a modo suo, seguendo uno stile cui sente di appartenere. Il progetto di “musica inaudita” vuole coinvolgere l’ascoltatore nell’esperienza emotiva e primordiale del Suono, quel Suono che è l’essenza stessa della Musica ma che viene sempre più spesso sacrificato al “sound” della musica commerciale di consumo”.

 

INTERVISTA CAMILLO SAVONE 

 

 

Camillo Savone e la musica…

Ormai sono le nozze d’oro, sono cinquant’anni che suono e che studio musica da quando, a quattro anni e mezzo, la Befana mi fece trovare davanti al camino una fisarmonica rossa poco più che giocattolo, due ottave, otto bassi. I miei genitori giurano che il giorno dopo vennero fuori le prime melodie natalizie che sembrava la radio, loro sono stati i primi a crederci, tanto che a dopo qualche giorno avevo già a casa una severa maestra di musica, la signora Sirolla di origine slava che abitava a Frosinone, e da quei giorni non ho mai smesso più.

 

Mezzo secolo di musica?

Soprattutto di studio quotidiano, tanti dischi e concerti, l’insegnamento, con esperienze didattiche anche di frontiera che hanno prodotto decine di musicisti ora in carriera. Tutti insieme per combattere il peggior nemico: l’ignoranza, specie quella musicale. Ancora oggi, quando vedo i talent in televisione, sento il bisogno di rispondere alla barbarie, suonando, per restituire al pubblico quello che lo star system, certi show e il consumismo ha tolto: il piacere di ascoltare prima “la canzone” e poi “il cantante”.

 

Cosa significa?

Tutti pretendiamo dall’arte di emozionarci solo che oggi, forse per un vuoto di contenuti, alla musica si sostituisce il personaggio: stravediamo per gli interpreti e solo dopo ascoltiamo le note. La vera emozione la dà il cantante, il rapper, le immagini, il videoclip, i palchi supertecnologici, molto meno la melodia, l’armonia. I miei concerti, invece, tendono a far scomparire l’interprete per ritrovare la via dell’udito e del sentimento più intimo di ciascuno.

 

Quali le esperienze musicali di questo mezzo secolo di storia?

Dopo gli studi da giovanissimo in conservatorio ci sono stati i vari corsi, i primi concerti, il perfezionamento con alcuni grandi pianisti e direttori, l’insegnamento già a 18 anni, l’amore per il jazz con la guida di Gerardo Jacoucci, il padre della didattica jazzistica in Italia 40 anni fa; poi Didattica, Composizione e Direzione di Coro, sempre mentre lavoravo, suonavo, percorrevo centinaia di chilometri. Poi c’è stata la fondazione e direzione per quasi vent’anni della Scuola comunale di musica a Ceccano, il Coro Polifonico, la fondazione di altre scuole in provincia, un punto di riferimento nei territori, ottimi docenti che hanno formato decine e decine di musicisti, insegnanti a loro volta e poi ottimi strumentisti. Il Metodo viaggia da sé, dura per generazioni…

 

Oggi torna nella sua città per un omaggio ad un parroco scomparso…

Il concerto a San Giovanni Battista a Ceccano chiude il periodo natalizio e lo fa con una dedica particolare a Mons. Antonio Piroli per decenni parroco di riferimento dell’intera comunità fabraterna. Fu lui a far entrare la prima “messa beat” con elementi di un complesso locale, “Una vecchia storia”, fu lui a formare intorno a sé il Gruppo Agape che per dieci anni portò musica moderna in mezza Italia. La data scelta è quella dopo l’Epifania, quando i bambini recitano le poesie e i canti di Natale prima di tornare a scuola. Suonerò non solo il repertorio natalizio ma anche alcuni canti liturgici antichi trasformati nel linguaggio dell’improvvisazione.