Conte: “Ora è il momento della responsabilità, nessuno soffi sul fuoco”

Conte: “Ora è il momento della responsabilità, nessuno soffi sul fuoco”

“Abbiamo varato un dpcm con misure più restrittive, ma necessarie”, dice il premier intervistato da Il Fatto Quotidiano

ROMA – “Ora e’ il momento della responsabilita’. La politica – e questo vale soprattutto per chi e’ al governo – deve saper dar conto delle proprie scelte ai cittadini, assumersi la responsabilita’ delle proprie azioni e non soffiare sul fuoco del malessere sociale per qualche percentuale di consenso nei sondaggi. Ora e’ il momento di mettere il Paese in sicurezza, evitando la diffusione del contagio e il rischio di non riuscire a garantire cure e ricoveri adeguati e di non riuscire a preservare il tessuto economico e produttivo”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in un intervento sul ‘Fatto quotidiano’.

Abbiamo appena varato un Dpcm con misure piu’ restrittive, ma necessarie– spiega Conte-. Quel Dpcm e’ nato da un lungo confronto tra tutte le forze di maggioranza, rappresentate dai rispettivi capi-delegazione. Queste misure non sono in discussione. Piuttosto vanno spiegate a una popolazione in sofferenza, che legittimamente chiede di capire i motivi delle scelte del governo”.

“Non abbiamo deciso queste chiusure indiscriminatamente- continua Conte- Tutte le misure messe in campo rispondono alla necessita’ di tenere sotto controllo la curva dei contagi. Con lo smart working e il ricorso alla didattica a distanza nelle scuole secondarie di secondo grado, puntiamo a ridurre momenti di incontri e soprattutto l’afflusso nei mezzi di trasporto durante il giorno, perche’ sappiamo che e’ soprattutto li’ che si creano affollamenti e quindi occasioni di contagio. Acquistare subito centinaia di nuovi mezzi pubblici e’ impossibile, per questo andava decongestionato il sistema del trasporto pubblico agendo su scuola e lavoro e altre occasioni di uscita come lo sono l’attivita’ sportiva in palestre e piscine”.

“Stessa cosa abbiamo fatto la sera- prosegue il premier- Abbiamo ridotto tutte le occasioni di socialita’ che spingono le persone a uscire nelle ore serali e a spostarsi con i mezzi pubblici. Uscire la sera per andare al ristorante, cinema o teatro significa prendere mezzi pubblici o taxi, fermarsi prima o dopo in una piazza a bere qualcosa o a incontrarsi con amici abbassando la propria soglia di attenzione e creando assembramenti. Ecco perche’ abbiamo sospeso le attivita’ di ristoranti, cinema e teatri. Cosi’ si e’ meno incentivati a uscire di casa. Non solo: diminuendo le occasioni di socialita’, abbassiamo anche il numero di contatti che ognuno di noi puo’ avere, rendendo cosi’ piu’ facile fare i tracciamenti nel caso in cui una persona risulti positiva. Senza queste misure la curva e’ destinata a sfuggirci di mano”.

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