Disabilità e lavoro, al via partnership tra Aism e Fondazione Prioritalia

ROMA – Valorizzare la diversità e la disabilità, mettendo in campo una serie di iniziative all’interno delle aziende. Nasce con questo obiettivo la partnership istituzionale tra l’Associazione italiana sclerosi multipla e la Fondazione Prioritalia, avviata oggi a Roma in occasione del convegno ‘Disabilità & Lavoro – La sfida dei manager’, durante il quale è stata presentata anche un’indagine condotta da AstraRicerche dal titolo ‘I manager e la gestione dei lavoratori con disabilità’, promossa da Aism, Prioritalia, Manageritalia e Osservatorio Socialis. “Il nostro obiettivo comune- ha spiegato Mario Alberto Battaglia, presidente della Fondazione italiana sclerosi multipla- sarà quello di mettere in campo una serie di iniziative per valorizzare diversità e disabilità, promuovendo insieme progetti che rispondano alle necessità delle aziende e dei loro dirigenti: sviluppare competenze manageriali nuove per un mondo che cambia velocemente”.
L’obiettivo di portare il contributo dei manager anche fuori dalle aziende, per dare slancio all’innovazione sociale, esce dunque “rafforzato dalla loro gestione della disabilità come normalità con vantaggi per la produttività e il benessere di tutti. Diffondere queste pratiche sul lavoro e contaminare, prima di tutto culturalmente, la società- ha quindi concluso Marcella Mallen, presidente Prioritalia- è il prossimo passo che svilupperemo insieme ai tanti nostri alleati, a partire da Aism”.
<align=”justify”>Disabili, per 2 manager su 3 sono opportunità per azienda</align=”justify”>
Avere dei colleghi di lavoro con disabilità determina ricadute positive concrete su tutti i dipendenti. Ne sono convinti i due terzi dei manager italiani (65,2%), che tra le motivazioni parlano di “compiti distribuiti in modo più equo, spazi organizzati in modo più razionale, con interventi migliorativi in termini di arredo o illuminazione, e sviluppo di nuove forme organizzative di lavoro (dal telelavoro allo smartworking)”. Non solo. La stragrande maggioranza dei manager (88,2%) ritiene che avere personale con disabilità produce un impatto positivo per le stesse capacità manageriali: ‘Ho imparato a organizzare il lavoro in maniera più efficiente’, ‘Ho imparato a semplificare i processi’, ‘Ho imparato a valutare meglio le persone’. È quanto emerge dall’indagine dal titolo ‘I manager e la gestione dei lavoratori con disabilità’ condotta su mille manager aderenti a Manageritalia da AstraRicerche per conto di Aism, Prioritalia-Manageritalia e Osservatorio Socialis, e presentata oggi a Roma in occasione del con vegno ‘Disabilità & Lavoro – La sfida dei manager’.
Secondo l’indagine condotta da AstraRicerche, ancora, l’82,5% dei manager dice di non aver mai osservato fenomeni di esclusione dalla vita aziendale del disabile. La percentuale è confortante, anche se certifica che l’esclusione resta un problema in almeno un’azienda su cinque. I dirigenti intervistati ritengono quindi che l’assunzione e la presenza di disabili in azienda sia primariamente da intendersi come parte del normale funzionamento organizzativo (43,6%), un valore aggiunto per la crescita dell’organizzazione (31,5%) e, solo come buon ultimo, l’adempimento di un obbligo (24,9%). Tant’è che metà degli intervistati (49,7%) ritiene che la gestione dei disabili sia molto (9,1%) o abbastanza (40,6%) strategica per l’organizzazione. E sempre per i dirigenti la gestione della disabilità nei luoghi di lavoro è una questione che va affrontata organizzativamente e culturalmente, non tanto con una figura manageriale specifica e dedicata (51%), quanto con una funzione manageriale più ampia (54,6%), come un ‘diver sity manager’ o ‘capability manager’. Tra i miglioramenti e gli aiuti suggeriti per evolvere in questa direzione ci sono informazione, competenza e cultura: per il 74,8% degli intervistati è importante la promozione di momenti informativi e formativi di tutto il personale sulla disabilità in azienda. Per il 76,2% dei manager è inoltre indispensabile la gestione delle tematiche legate alla disabilità in azienda, perché queste impattano già oggi e ancor più in futuro sul miglioramento delle performance aziendali (65,2%). Infine, per un’ampissima maggioranza (82,6%) le competenze ed esperienze di associazioni no-profit che si occupano di persone con disabilità possono contribuire a “una maggiore conoscenza e informazione sulla gestione della disabilità in azienda”.

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