Ecco Xenia: il vino dell’accoglienza sbarca a Roma nell’enoteca di Via Frattina

L’etichetta di Xenia è ultimo nato tra i vini prodotti dalle cantine di Agricoltura Capodarco. Arsial ha patrocinato l’iniziativa

ROMA – Due mani di diverso colore che si incontrano, si toccano, si intrecciano. Racconta tanto l’etichetta di Xenia, l’ultimo nato tra i vini prodotti dalle cantine di Agricoltura Capodarco, in occasione dei quarant’anni della cooperativa. 

Un nome, Xenia, che in greco rimanda all’accoglienza e significa ‘ospitalità per lo straniero‘, un messaggio chiaro che l’azienda vuole “rilanciare con forza” e che parla di una società inclusiva e accogliente. La bottiglia, un blend di Merlot e Sangiovese, è stata presentata in via Frattina, a Roma, negli spazi dell’enoteca regionale Vyta messi a disposizione da Arsial, che ha patrocinato l’iniziativa.

“Sono molto contento di ospitarvi qui, in questo luogo di incontro che ha un motto: chi mangia bene, pensa bene- ha tenuto a dire Antonio Rosati, presidente di Arsial- Dobbiamo cooperare per competere e questo significa fare un prodotto buono e difenderlo, perché c’è molta mistificazione, ma anche raccontarlo bene. E in questo il brand Roma ci aiuta. Avevamo del vino dell’accoglienza, perché avevamo bisogno di allungare lo sguardo, alzare la testa in questi tempi difficili”.

Dietro a Xenia c’è il lavoro delle ragazze e dei ragazzi di Capodarco, la cooperativa nata nel 1978 che trova nell’agricoltura la sua espressione come spazio di inclusione per le persone fragili che lì lavorano. “Siamo convinti- si legge nella presentazione di Capodarco- che l’incontro con l’altro, a cominciare da chi si mette in viaggio alla ricerca di una vita migliore, possa avere il sapore delle cose buone, come questo vino, una riserva ottenuta da uve rosse biologiche, affinato 18 mesi in acciaio e successivamente, in bottiglia, per ulteriori 30 mesi riposto in grotta a temperatura e umidità costante”. 

L’idea è di portare Xenia anche fuori dal circuito di chi è già attento ai temi dell’inclusione e dell’economia sostenibile, facendo entrare il nuovo nato in casa Capodarco in ambienti nuovi, come quello dell’Enoteca di via Frattina, che, ha annunciato Rosati, accoglierà Xenia nella sua carta dei vini, facendolo conoscere a un pubblico internazionale.

“Il nome ci è sembrato in linea con la nostra storia e con i nostri tempi- ha detto il presidente di Capodarco- Salvatore Stingo– Da oggi cambiamo abitudine, cambiare passo raccontando le nostre storie in forma diversa. Vogliamo aprire il prodotto al grande pubblico che ha orecchie, testa e cuore per ascoltare queste storie. Ripartiamo dalle persone per rilanciare i nostri prodotti e tutti quelli che parlano di una economia che torna nei territori dove viene fatta. Da oggi parte un rilancio”. 

Alla degustazione di oggi, fatta in collaborazione con Next, associazione nazionale che promuove una nuova economia inclusiva, partecipata e sostenibile, anche le consigliere regionali Marta LeonoriFrancesca De Vito e Marta Bonafoni

“Questo vino è uno strumento in più che si può mettere nelle mani della nostra comunità per scommettere su una società giusta, accogliente e coesa- ha detto quest’ultima- Capodarco ci ha insegnato che cosa vuol dire la coesione, il territorio. L’accoglienza si può raccontare anche in maniera diversa e questo vino lo dimostra, perché è un prodotto che può arrivare a una maggioranza di persone che spesso non riusciamo a raggiungere e alla quale dire che chi viene ci arricchisce”.

Nicoletta Di Placido . «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»