Elezioni e una pinacoteca per Frosinone

In questo momento di elezioni, vogliamo auspicare che si senta qualche voce nuova tra i candidati: questa volta avere in programma lo spirito e l’etica del cittadino, il suo acculturamento e la sua educazione: in effetti fino ad oggi Frosinone, e non solo Frosinone, si è distinta per il suo primato nel consumo di cemento armato: basta guardarsi attorno; mai si sente parlare della piantificazione di un albero, tagliati sì, ma non ripiantati; della programmatica sistematica manutenzione di un bene di pubblico benessere, mai di attività culturali o artistiche o ricreative che lascino un qualcosa dentro. Il risultato è il seguente, come descritto da un attento osservatore : squallido sradicamento che ci sta sovrastando, la perdita di una memoria collettiva che sempre più avanza inesorabile”. Chissà dunque che qualche voce tra i candidati alle elezioni non si levi a richiamare tale triste reale primato e nel contempo farsi promotrice di proposte e promesse verso vie nuove? Una pinacoteca, un museo, una galleria d’arte, un museo civico sono ingredienti normali e perfino banali in una qualsivoglia comunità che voglia definirsi civile: al di là delle Alpi perfino le collettività di tremila abitanti dispongono di un pur se modesto museo civico quale punto di richiamo e di aggregazione civile e culturale.

Se riflettiamo che la Gran Bretagna apre gran parte dei suoi monumenti gratuitamente ai suoi cittadini e se tutti i paesi civili li mettono a disposizione gratis se non ogni giorno, almeno una volta la settimana, ciò significa che in queste società si ritiene per acquisito che la visita ricorrente e periodica ed incentivata ad una istituzione museale di qualsiasi natura comporti per il visitatore, oltre che un piacere, soprattutto un beneficio, un arricchimento della sua personalità, un’apertura di orizzonti, quindi un vantaggio per tutta la società. La frequentazione del museo, di ogni tipo di museo, equivale ad un innalzamento ed ampliamento continui non solo delle conoscenze ma soprattutto della interiorità e personalità e anche del senso della bellezza, di ognuno: la causa fondamentale dello sfacelo urbanistico e paesaggistico e anche umano di cui siamo preda è imputabile esclusivamente a tale profondissima lacuna e mancanza di elevamento culturale: non sono la villa o il suv che rendono l’uomo migliore e più umano e più rispettoso bensì un pizzico di cultura e di sensibilità.

Ancora oggi assistiamo alla realtà che il Comune di FR è il solo capoluogo in Italia ad essere sprovvisto di una pur se modesta pinacoteca o galleria d’arte: nulla! Tutto viene promosso: cemento armato e asfalto, mangiamenti, canzonette, tutti i tipi di pallone ma mai senti parlare d’iniziative ed attività e programmazioni che abbiano per risultato l’elevamento culturale, civile e artistico autentici della gente: si direbbe quasi che si abbia paura a che i cittadini si educhino e capiscano un pò di più!

Pur se con imperdonabile ritardo, quasi impellente ormai è divenuto un luogo di raccolta delle opere e creazioni quanto meno delle opere e realizzazioni ciociare, presenti e passate, ma soprattutto e principalmente delle opere d’arte aventi come soggetto il personaggio in costume ciociaro che, incredibile che possa sembrare, è stato nel passato il più amato e più illustrato dagli artisti europei per almeno centocinquantanni: basti rendersi conto che è difficile non rinvenire nei musei di tutto il pianeta almeno un quadro ciociaro appeso alle pareti! Cioè il costume ciociaro è il più conosciuto e più noto di tutti i costumi europei, presente non solo nei musei e gallerie della terra, ma altresì nella letteratura, nella musica, nella cinematografia. Una pinacoteca del costume ciociaro equivarrebbe quindi alla realizzazione di una aspettativa e quasi esigenza di tutti gli appassionati e cultori d’arte. Aggiungere che in tutta la Ciociaria e non solo dunque a FR, di tali opere non ve ne è nemmeno una nelle pubbliche istituzioni, non si fa che avere conferma del degrado culturale e morale di cui si è detto all’inizio.

Che una pinacoteca sia perdita di tempo, sia passiva, non produca ricchezza o che “la cultura non dia pane”, sono ubbie ed elucubrazioni di menti compromesse o di menti criminali, col disegno di destabilizzare e mantenere la umanità nella ignoranza ed oscurantismo.                                                                                                                                  Michele Santulli