Ex Ilva, Landini: “Mittal rispetti gli accordi e si ripristini lo scudo penale”

Il segretario della Cgil: “E’ inaccettabile una modifica unilaterale dell’accordo da parte di Mittal”

ROMA – Per l’Ilva “c’è una cosa sola da fare: rispettare gli accordi sottoscritti. L’azienda ha firmato un’intesa che prevede garanzie per i posti di lavoro, un piano industriale con 4 miliardi di investimenti fino al 2023”. Maurizio Landini, segretario generale Cgil, lo dice intervistato da Repubblica.

Quello che “viene chiamato impropriamente scudo penale va ripristinato- prosegue- Era già in vigore dal 2015, istituito per i commissari straordinari. Non è un regalo a Mittal”, e va ripristinato “con lo strumento che il governo ritiene più opportuno. Anche per decreto se serve”.

Il contratto di affitto e cessione “è stato firmato un anno fa. Tutto era largamente prevedibile, il mercato della siderurgia ha alti e bassi, da sempre. E per gestire le crisi temporanee ci sono gli strumenti adatti, dalla cassa integrazione ai contratti di solidarietà- prosegue Landini- Per questo dico che è inaccettabile una modifica unilaterale dell’accordo da parte di Mittal, che – vorrei ricordare – non è Cappuccetto Rosso persa in un bosco sconosciuto”.

Quindi non ci sono alternative a Mittal? “Sono pragmatico: c’è un contratto e va rispettato da tutti- dice il segretario generale Cgil- Ma, poiché l’industria siderurgica è strategica, bisogna immaginare una presenza pubblica, con la Cassa depositi e prestiti o con un altro fondo, nell’azionariato della società di Mittal in Italia”.

Con quale quota “non sta a me dirlo, ma penso con una quota significativa, tra il 20% e il 30%- conclude- Una presenza che avrebbe un doppio significato: la dimostrazione che non c’è ostilità nei confronti dell’industria siderurgica; la volontà pubblica di controllare gli investimenti e il risanamento ambientale”.

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