Forza Italia contro la riforma del ministro Bonafede

Forza Italia contro la riforma del ministro Bonafede

Quadrini a sostegno della battaglia: “Un Paese civile e democratico abolisce i processi lenti, non la prescrizione”

Il vice coordinatore regionale di Forza Italia Gianluca Quadrini a sostegno della battaglia del partito contro la riforma del ministro della giustizia Alfonso Bonafede.

La riforma della prescrizione è entrata in vigore il 1° gennaio di quest’anno. Proposta dal ministro Bonafede prevede lo stop della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, indipendentemente dall’esito, sia esso di condanna o di assoluzione. Un provvedimento che ha già provocato numerosi scioperi degli avvocati penalisti, così come di diversi magistrati, in capo ai quali la riforma comporta sanzioni disciplinari per chi non rispetta la “ragionevole durata del processo”

“Passare tutta la vita in attesa di giudizio – dichiara Quadrini – non è giustizia, ma una vera e propria forma di violenza.Questa riforma riguarda tutti i cittadini perché riduce i diritti costituzionali dei cittadini. Ed è sbagliata sotto sotto tre punti di vista. Politico, tecnico e umano. Politico, perché ribalta sui cittadini le inefficienze dello Stato. Tecnico. Perché rappresenta una palese violazione della costituzione andando a colpire tre principi cardine della costituzione, ossia la ragionevole durata della pena, la funzione rieducativa della stessa e la presunzione d’innocenza. Umano, perché questa riforma non tiene conto del passare del tempo sulla vita delle persone. È una riforma gravemente lesiva dei diritti dei cittadini e va fermata”.

Siamo l’unico partito in Italia -aggiunge Quadrini. che sta facendo una battaglia del genere. L’abolizione della prescrizione in forma teorica va bene. Ma dobbiamo arrivare a sentenza in un tempo ragionevole. 

Per questo porto sul territorio tale battaglia di civiltà per divulgare la posizione del partito e per far capire che ci troviamo di fronte a problemi che riguardano la vita comune delle persone. Un provvedimento che vuole quindi demolire la nostra costituzione. Siamo di fronte alla demolizione di un sistema giuridico. E questo non ce lo possiamo permettere. A questo punto, abbiamo tutti quanti il dovere e il diritto di reagire”.