Giornate Fai d’autunno, visitabile il borgo fantasma di Celleno

Sabato 13 e domenica 14 ottobre, dalle ore 10 alle ore 17. L’apertura a cura della delegazione Fai Viterbo e del gruppo Fai giovani Viterbo

Il borgo fantasma. La città perduta. Il paese abbandonato. È l’antico abitato di Celleno che sarà visitabile il 13 e 14 ottobre per le Giornate Fai d’autunno. A curare l’apertura la delegazione Fai Viterbo e il gruppo Fai giovani Viterbo, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, il Disucom (Università della Tuscia), il liceo statale “Mariano Buratti” di Viterbo, l’IIS “Ulderico Midossi” di Civita Castellana e l’IIS “Pietro Canonica” di Vetralla.

“È uno dei borghi più belli della Tuscia, dove il tempo sembra essersi fermato. – affermano la delegazione Fai Viterbo e il gruppo Fai giovani Viterbo – Immerso nel silenzio, vive in una dimensione sospesa che racconta la storia di una terra segnata da frane, terremoti e pestilenze. Per una bellezza decadente che affascina e conquista il visitatore. Gli studenti degli istituti coinvolti faranno da “ciceroni” ai visitatori”.

“L’antico borgo fortificato di Celleno oggi è un luogo abbandonato e diroccato, salendo il ponte d’accesso e camminando tra il castello e le rovine ci si immerge lentamente in una dimensione unica, fuori dal tempo che colpisce i visitatori. – dichiara il sindaco di Celleno Marco Bianchi – Il borgo fantasma è circondato da una valle rimasta integra dai tempi dei suoi primi abitanti che degrada verso il Tevere. Un luogo semplice, capace di donare emozioni autentiche”.

Arroccato su una rupe tufacea, Celleno vecchio conserva ancora intatto l’imponente castello Orsini, al quale si accede dalla scenografica via del Ponte, che immette nella piazza principale da porta Vecchia, oppure attraversando piazza del Mercato. Salendo per la stradina e la scalinata, girando attorno al fossato, si notano l’imponente muratura a scarpa di rinforzo della fortezza e della torre Piccola, fino a scoprire la spettacolare duplice arcata del ponte levatoio.

L’antico abitato, nel rispetto dell’urbanistica medievale, è concepito in strette vie in tufo rossiccio e piccole case prive d’intonaco e nei resti di palazzi in pietra di basalto della vicina Bagnoregio e i mattoni prodotti nelle fornaci locali. Il trascorrere dei secoli, con l’erosione della rupe e terremoti tra il 1600 ed il 1700, hanno devastato gran parte del centro abitato. Nel 1951 il presidente della Repubblica Luigi Einaudi ordinò lo sgombero degli abitanti e l’abbattimento delle strutture lesionate.

Nelle Giornate Fai d’autunno, evento a cura dei giovani volontari, saranno visitabili 660 luoghi poco conosciuti e inaccessibili da nord a sud della Penisola. Un weekend in cui soffermare lo sguardo sul ricco patrimonio diffuso italiano, grazie ai 150 itinerari tematici e alle aperture speciali proposti dai Gruppi FAI Giovani in 250 città, che permetteranno di ammirare palazzi, castelli, aree archeologiche, musei, terme e persino fari, treni e interi quartieri. Il sabato e la domenica l’orario di visita (contributo suggerito a partire da 3 euro) sarà dalle ore 10 alle ore 17 (ultimo ingresso alle ore 16,30).

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