Greta Thunberg in Senato: “Ci avete mentito, ci avete scippato il futuro”

La giovane attivista svedese domani parteciperà insieme a giovani e studenti alla manifestazione Friday for future a Piazza del Popolo

ROMA – Una lunga fila all’ingresso del Senato di via degli Staderari – quello riservato ai visitatori, ai giornalisti che non hanno la qualifica di Stampa parlamentare e agli operatori cine-tv – mostra plasticamente l’enorme afflusso nel ‘giorno di Greta’. Oggi, infatti, Greta Thunberg, la giovane attivista svedese divenuta paladina delle lotte contro il riscaldamento globale, partecipa al seminario promosso dal Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ‘Clima, il tempo cambia. E’ tempo di cambiare’. Sala Koch, dove si tiene l’evento, è piena in ogni ordine, non c’è più spazio per nessuno e numerosi giornalisti e cameraman rimangono fuori. La ressa è tale che i vigili del fuoco, addirittura, verificano che la capienza massima non sia stata superata. All’evento prendono parte come relatori – oltre a Greta Thunberg – il fondatore e portavoce dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile Enrico Giovannini; il presidente della European association of environmental and resource economists (Eaere) Carlo Carraro; il presidente del Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici (Cmcc) Antonio Navarra; Daniela Ducato, imprenditrice e referente Edizero industria verde; Chiara Falduto e Federico Mascolo, co-fondatori di www.duegradi.eu, piattaforma online di informazioni sulla crisi climatica in atto.

Dopo l’intervento del Presidente Casellati, verrà proiettato un film realizzato dal Centro sperimentale di cinematografia in collaborazione con Rainews sulle manifestazioni che i giovani in tutto il mondo stanno inscenando per chiedere ai governi di intervenire sul disastro climatico. Il seminario verrà trasmesso in diretta da webtv.senato.it e dal canale YouTube del Senato (www.youtube.com/SenatoRepubblica) sul quale sarà disponibile anche lo streaming in lingua inglese.

CASELLATI: GRAZIE GRETA, SENZA TE IMPEGNO PER CLIMA PIÙ DIFFICILE

“Un grazie speciale a Greta, che ha percorso migliaia di chilometri per essere oggi qui con noi. Senza di te, senza il tuo coraggio, senza il tuo esempio, cara Greta, la strada per portare i temi ambientali al centro del dibattito politico internazionale sarebbe stata più difficile, più tortuosa”. Il Presidente del SenatoMaria Elisabetta Alberti Casellati, lo dice nel suo intervento al seminario ‘Clima, il tempo cambia. E’ tempo di cambiare’, in corso in Sala Koch a Palazzo Madama. ‘La Nostra Casa è in fiamme’, “è questo il titolo scelto da Greta per il suo libro, è questa la sintesi più efficace dell’attuale stato di salute del pianeta”, dice Casellati, “riscaldamento terrestre sopra ogni previsione, calamità naturali sempre più fuori controllo, pensate solo alle conseguenze inimmaginabili del ciclone che ha colpito pochi giorni fa il Mozambico, o agli incendi che meno di un anno fa hanno devastato il nord della California o allo tsunami che ha colpito lo scorso settembre la città di Palu, in Indonesia, con un bilancio di oltre 2 mila morti”.

E poi “desertificazione, siccità, riduzione dell’area polare, livelli di inquinamento che, per citare uno degli ultimi studi dell’Onu, stanno seriamente pregiudicando le condizioni di salute di milioni e milioni di esseri umani nel mondo”, prosegue il presidente del Senato. “Tutto questo non può lasciare nessuno indifferente, tutto questo non può più essere accettato- conclude Casellati- Per questo sono convinta che i giovani, i tanti giovani che in tutto il mondo sono scesi in piazza per difendere il pianeta, il loro futuro, il futuro di tutti noi, costituiscano una grande speranza e una bellissima realtà. La ‘Nostra casa è in fiamme’, non c’è più tempo da perdere. E ognuno deve fare la sua parte”.

CASELLATI: CALAMITA’ NATURALI AUMENTANO, NON PIU’ CASUALITA’

“Nella vita di ognuno di noi ci sono dei momenti diversi dagli altri; sono i momenti in cui ci rendiamo conto di quali sono veramente le priorità, quali sono le cose per cui vale davvero la pena battersi, cosa realmente riteniamo giusto fare. Per me, in questo poco più di un anno alla Presidenza del Senato, queste sensazioni, queste emozioni, sono riferibili soprattutto ai sopralluoghi che ho potuto fare nelle aree colpite da calamità. Dalla devastazione delle montagne e delle foreste venete alla Calabria colpita dall’alluvione, dai comuni terremotati del centro Italia al crollo del Ponte Morandi, abbiamo vissuto tante, troppe sciagure. Alcune imputabili all’incuria, alla mancanza di manutenzione, a opere sbagliate – altre invece più legate a fenomeni naturali, tutte comunque inesorabilmente riconducibili e legate all’azione o all’inazione dell’uomo”, spiega Casellati. “Quello che però non possiamo più ignorare e non possiamo più sottovalutare è che non si tratta di casualità, coincidenze o sfortuna.Dobbiamo necessariamente voltare pagina, uscire dall’emergenza continua e tornare ad investire in prevenzione, recupero, manutenzioni, ristrutturazioni, riuso– sottolinea Casellati- Tutte le statistiche dimostrano che le calamità naturali sono in continuo aumento e che il surriscaldamento del pianeta segna una curva sostanzialmente sovrapponibile”.

CASELLATI: ITALIA BELLA MA FRAGILE, CONDENSATO CRISI AMBIENTE

“L’Italia, come ho avuto modo di sottolineare in diverse occasioni, è un Paese bellissimo, il Paese che amiamo, ma è anche terribilmente fragile. Bellezza e fragilità, gli stessi elementi che caratterizzano gli elementi in gioco nella sfida globale in atto. Da questo punto di vista osservando il nostro Paese ci troviamo quasi di fronte ad una sorta di sintesi, di condensato dei processi planetari in atto”, prosegue Casellati. “La collocazione geografica, la morfologia del territorio, la varietà di habitat, ci pone nelle condizioni di poter osservare da vicino le conseguenze dell’inquinamento e del surriscaldamento partendo dalle montagne, i fiumi, i laghi, le coste, le aree rurali e quelle urbane”, dice Casellati.

CASELLATI: SFORZI IN CAMPO POCA COSA RISPETTO A NECESSITA’

“È evidente che, pur in una logica mondiale, ogni Stato è chiamato a fare la sua parte, sia nei contesti internazionali – penso agli obiettivi dell’Agenda 2030 – sia nell’attivazione di politiche domestiche che ne favoriscano il conseguimento. Per questo gli sforzi compiuti negli ultimi anni, per alcuni aspetti anche significativi – penso in particolare all’aumento delle energie rinnovabili – appaiono purtroppo ben poca cosa rispetto alla cruciale e non rinviabile sfida che ci attende”, spiega Casellati. “Le istituzioni, tutte le istituzioni, hanno una sola via percorribile: ispirare le politiche pubbliche ad una totale sostenibilità“, dice Casellati, “il tema è molto semplice, dobbiamo fare in modo che le future generazioni possano ricevere le stesse opportunità e le stesse risorse di quante ne abbiamo a disposizione oggi. Se non di più”. Da questo punto di vista “lo sfruttamento intensivo delle materie prime, gli idrocarburi, l’urbanizzazione selvaggia, la mancata tutela del patrimonio culturale sono evidentemente direttrici sbagliate e destinate a compromettere il lascito che dovremmo invece garantire ai nostri figli e ai nostri nipoti- conclude il Presidente del Senato- Sviluppo sostenibile significa inoltre porre al centro la qualità della vita, il benessere sociale, l’equilibrio tra i fattori economici, la loro circolarità. E poi istruzione, lotta alle diseguaglianze, dignità nel lavoro, inclusione sociale”.

GRETA THUNBERG: CI GUARDATE E NON CAPITE, BADATE SOLO A VOI

“Parlo a nome delle future generazioni, nel 2030 avrò 26 anni, la mia sorellina Beata ne avrà 23. Ho avuto la fortuna di nascere in un Paese dove mi hanno incoraggiato a guardare al futuro con fiducia”, e “dicevano che potevamo avere tutto”, invece “forse non avremo nulla”. Per colpa di “un piccolo gruppo di persone” che vogliono mantenere i loro privilegi il futuro “ci è stato scippato”. Insomma, “ci avete mentito, ci avete dato delle speranze false, ci avete detto che il futuro era qualcosa a cui dovevamo guardare con fiducia”, e invece a causa dei mutamenti climatici non sarà così. Greta Thunberg, la giovane svedese attivista per il clima, non fa sconti a nessuno nel suo intervento al seminario ‘Clima, il tempo cambia. E’ tempo di cambiare’, in corso nella Sala Koch di Palazzo Madama. “Molti di noi possono comprare piu di quello di cui hanno bisogno, ma l’unica cosa di cui abbiamo bisogno è il futuro”, aggiunge Greta, “molti ragazzi non hanno consapevolezza di ciò che li attende, e se ne accorgeranno troppo tardi”.

Quella posta dal riscaldamento climatico in atto è “la piu grande crisi dell’umanità”, ma allo stesso tempo è anche “la più semplice e la più difficile che abbiamo dovuto affrontare” come umanità. “La più semplice perché sappiamo cosa dobbiamo fare, la più difficile per gli aspetti economici legati al bruciare idrocarburi”, prosegue. “Dobbiamo porre fine all’uso di combustibili fossili, dobbiamo ripristinare la natura e trovare nuove vie”, sottolinea Greta, “ci dicono che questa non è una risposta, ma dobbiamo trattare la crisi come una crisi”, e quindi impegnarci per trovare soluzioni. Però “ci guardate e non comprendete cosa diciamo, dobbiamo allearci agli scienziati ma voi non ascoltate”, attacca la giovane attivista, “voi non volete comprendere, non siete interessati ad ascoltare cosa dice la scienza ma solo alle soluzioni che vi consentiranno di continuare come avete fatto finora”. Invece “dovremmo pensare come coloro che hanno costruito le cattedrali, partire dalle fondamenta per arrivare al cielo”, auspica Greta, “Notre Dame è andata a fuoco ma in 24 ore sono stati raccolti moltissimi fondi per ricostruirla”, quindi anche per il clima “dobbiamo trovare una soluzione e quando decidiamo di compiere un atto agiamo”, perché “gli esseri umani sono adattabili ma non abbiamo più tempo, non abbiamo più scuse”, e anche se “alcuni paesi fanno più di altri” in generale “non esistono modelli a cui ispirarsi oggi”.

GRETA THUNBERG: NON VOGLIAMO SELFIE E COMPLIMENTI MA CHE AGIATE

“Sto viaggiando molto, incontro persone importanti che si congratulano con me, ma per me è strano, non capisco perché si congratulino”. Infatti “milioni di studenti sono in sciopero per il clima, ma nulla è cambiato e le emissioni continuano ad aumentare. Allora perché si congratulano con me?”, si domanda la giovane attivista. “Noi non vogliamo sacrificare la nostra educazione e la nostra adolescenza per sentirci dire che valuterete cosa fare”, dice Greta, “non vogliamo selfie, vogliamo che agiate, che prendiate delle misure perché vogliamo riapporopriarci dei nostri sogni e delle nostre speranze”.

Roberto Antonini . «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»