Il 2 marzo ad Arsoli Claudio Morici in 46 TENTATIVI DI LETTERA A MIO FIGLIO

Il narratore è fermo davanti a un microfono e un leggio. Ai suoi piedi, decine di giocattoli rivolti verso lui, che aspettano impazienti di sentire il racconto. Parte così la lettura della prima lettera, la prima delle 46, una per ogni anno di vita dell’autore. L’obiettivo di Claudio Morici in scena con 46 TENTATIVI DI LETTERA A MIO FIGLIO il 2 marzo al Teatro Comunale La Fenice di Arsoli è ambiziosissimo: spiegare a suo figlio il senso della vita e soprattutto il perché della separazione dei suoi genitori. Ma il viaggio sarà lungo e pieno di ostacoli, con lettere scarabocchiate, crisi di identità, amici che scrivono al suo posto, baby sitter “per lettera” ed esperimenti scientifici. Per non parlare dei peluche che iniziano ad animarsi e a raccontare i momenti più complessi della crisi di coppia, in un velleitario linguaggio “adatto a un bambino come te”.

Come in tutti i suoi spettacoli, anche qui Claudio Morici si muove tra il monologo, il reading letterario e il radio dramma, con sfaccettature tonali che vanno dal comico al drammatico, dal biografico al fiabesco. Ma questa volta Morici esplora e mette a nudo anche un territorio maschile intimo e fragile, raramente esplorato. Lo fa in modo delicato, goffo, ironico e autoironico. Ma non per questo meno serio e incisivo. Lettera dopo lettera ci racconta la storia di un padre, ultraquarantenne, piegato dal peso del suo bebè nel marsupio comprato a Roma est. Un padre alla continua ricerca di un messaggio, di un senso, di una qualche perla di saggezza che possa trasmettere al suo erede. E tuttavia: siamo sicuri che ci sia già questa saggezza? Ma soprattuto: suo figlio, come fa a leggere queste lettere se ha solo 3 anni? 

CLAUDIO MORICI_Scrittore, ha pubblicato 5 romanzi tra cui “La terra vista dalla Luna” (Bompiani, 2009), “L’uomo d’argento” (E/O, 2012) e “Confessioni di uno spammer” (E/O, 2015). I suoi reading hanno girato l’Italia in locali, teatri off, spazi culturali. Ha scritto racconti e reportage usciti su Il Venerdì, Nuovi Argomenti, Internazionale, MinimaetMoralia. 

PERIFERIE ARTISTICHE – Centro di Residenza Multidisciplinare della Regione Lazio è il progetto di sostegno alla creatività e alla crescita culturale sostenuto dal MiBAC e dalla Regione Lazio per il Triennio 2018/2020. PERIFERIE ARTISTICHE si sviluppa in 5 Comuni (Tuscania, Ladispoli, Arsoli, Vitorchiano, Antrodoco) dislocati in 3 province della regione (Rieti, Roma, Viterbo). Capofila del progetto è Twain in partnership con Settimo Cielo, Ondadurto Teatro e Vera Stasi; la direzione artistica condivisa è di Loredana Parrella, Gloria Sapio, Lorenzo Pasquali, Silvana Barbarini e Maurizio Repetto.