Il sindaco Stefano Micheli di Rocca Sinibalda: Multato un nostro cittadino dalla Polizia di Rieti di 500 euro

Il sindaco Stefano Micheli di Rocca Sinibalda: Multato un nostro cittadino dalla Polizia di Rieti di 500 euro

Mercoledì pomeriggio un mio concittadino di Rocca Sinibalda è stato fermato dalla polizia stradale di Rieti mentre si recava in città per l’acquisto di generi di prima necessità irreperibili nel nostro comune. In particolare aveva bisogno di presidi sanitari come mascherine, guanti di lattice e disinfettanti, oltre che pellet per il riscaldamento e cibo per cuccioli di gatto.

Il concittadino in questione è stato multato di 500 Euro e gli è stato intimato di tornare a casa, senza che gli fosse data la possibilità di acquistare i prodotti a lui necessari.

Prima di recarsi a Rieti si era informato in prima persona, con l’ufficio del Sindaco e con il comandante dei Carabinieri, sulle effettive disposizioni in materia di spostamento, e gli era stato confermato da suddette autorità che per l’acquisto di prodotti non disponibili sul territorio comunale, gli abitanti del nostro paese, che, ricordiamo, è un paese interno e montano, avevano diritto di recarsi a Rieti.

Gli ufficiali di Polizia si sono rifiutati di ascoltarne le ragioni e verificare le sue dichiarazioni con una semplice telefonata agli uffici comunali, prima di redigere il verbale di contravvenzione. La motivazione data è stata che “non avevano modo di verificare tali affermazioni, ma che ne avrebbero appurato la validità direttamente dagli uffici del prefetto”.

Per contestare la contravvenzione il concittadino dovrà adesso recarsi in un ufficio postale, avvicinarsi ad altri impiegati, toccare superfici, preparare e inviare una raccomandata a sue spese, e infine aspettare una risposta dalle istituzioni, con un incremento di stress che inevitabilmente si andrà a sommare a una già difficile situazione che, come ognuno di noi, sta vivendo a livello individuale, aggravata anche dalla inabilità di affrontare i costi di una sanzione così onerosa e spropositata. Nel frattempo non è riuscito ad acquistare i presidi sanitari che gli servivano e il combustibile per riscaldarsi.

La mia Amministrazione intende denunciare questa circostanza con la massima enfasi, sottolineando come una tale applicazione punitiva e poco lungimirante delle regole stia danneggiando e peggiorando la nostra già difficile situazione.

Viviamo in un paesino di montagna, i nostri approvvigionamenti sono limitati a pochi piccoli negozi che in alcuni casi non dispongono del POS, e non possono fornire tutti i prodotti che servono alla popolazione. I prezzi praticati non sono, e non possono essere, concorrenziali, e molte persone erano abituate, come tanti italiani, nel pieno di una crisi infinita, a rivolgersi ai discount alimentari della città capoluogo. Noi sottolineiamo continuamente il valore dei negozi di montagna e cerchiamo di tutelarli in ogni modo, ma allo stesso tempo siamo consapevoli di come, per molte famiglie, fare spesa in paese può rivelarsi un lusso, in un tempo così ferocemente duro con le famiglie, i lavoratori, i redditi. Inoltre fino a pochi giorni fa non disponevamo neanche del bancomat – dopo la chiusura della filiale Intesa S. Paolo – ed è stato solo grazie a un tempestivo intervento della mia amministrazione che la Banca ha deciso di ripristinare questo servizio.

È’ inaccettabile che i miei cittadini vengano penalizzati in questo modo: stiamo cercando insieme di affrontare questa emergenza con la massima serietà e senso di responsabilità civile. Simili atteggiamenti repressivi da parte delle autorità non fanno altro che allontanare dalle istituzioni la popolazione, facendola sentire ancora più sola, alla mercé di regolamenti incomprensibili, oltre che di modalità applicative palesemente contraddittorie.

Il cittadino in questione poi, che conosco personalmente, si stava impegnando da tempo nel sostenere e rilanciare questo territorio, già provato dal terremoto e altre difficoltà ambientali, spesso con lavori a titolo volontario, aiutando l’amministrazione e la comunità con le sue competenze negli ambiti della comunicazione, anche maturate a livello internazionale.

Inutile lamentarsi dei ritardi nello sviluppo economico e sociale dei nostri territori, quando poi trattiamo i cittadini e contribuenti come bambini immaturi, colpendoli alla cieca e senza raziocinio, non rendendoci conto che in questo momento il nemico comune è un virus, e non la nostra stessa popolazione.

Scrivo questo comunicato per sollevare la questione con le autorità competenti, oltre che con la pubblica opinione, con la fiducia che gli enti preposti avranno modo di riflettere su questo appello per correggere simili condotte in futuro, evitando il ripetersi di analoghe evenienze e punizioni incresciose ad altri miei concittadini che, inevitabilmente, dovranno sporadicamente recarsi in città per alcuni approvvigionamenti.

Conto infine che l’amministrazione e il Prefetto avranno il buon senso e la presenza di estinguere questa malaugurata sanzione al cittadino in questione.