Istat, Fortuna (Cusano): “Debito pubblico e lavoro priorità del nuovo governo”

ROMA – “I dati dell’Istat confermano la tendenza macroeconomica italiana che si sta sviluppando in modo interessante. Il 2017, soprattutto il secondo semestre, ha visto l’Italia crescere in modo superiore rispetto alle aspettative, quindi noi chiuderemo con un rialzo del Pil che sara’ credo intorno all’1,6%, ma vedremo poi i dati definitivi”. A dirlo e’ stato il Magnifico rettore dell’universita’ Unicusano, il professor Fabio Fortuna, intervenendo in diretta radiofonica su Radio Cusano Campus. “La cosa che non migliora pero’- ha aggiunto Fortuna- e’ il debito pubblico che non ha fatto altro che aumentare. L’ultimo dato disponibile pubblicato nel mese di dicembre dice che il debito pubblico e’ superiore ai 2.289 miliardi di euro. E’ un dato che e’ sempre cresciuto e non e’ mai diminuito. Poi nei rapporti c’e’ un miglioramento perche’ aumenta il Pil, ma il debito pubblico come valore assoluto e’ sempre cresciuto. Bisogna intervenire sul debito pubblico, questa e’ una priorita’ insieme all’occupazione, oltre alla lotta alla poverta’. Qualunque governo venga fuori dalle elezioni del 4 marzo credo che debba avere bene in mente questi due elementi”.

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A proposito dell’andamento dei mercati internazionali e in particolare di quello americano, il professor Fortuna ha detto: “Il fatto che i mercati finanziari nel 2017 abbiano conosciuto un anno da incorniciare e che il 2018 sia nato sotto la stessa stella e’ molto positivo. Pero’ i titoli giornalistici che abbinano quasi in modo totalitario l’esplosione dei mercati finanziari a Trump sono titoli giornalistici perche’ non si e’ fatto altro che dire che Trump avrebbe costituito un problema per gli Stati Uniti. La riforma fiscale sembrerebbe a questo punto certamente connessa con l’andamento delle borse. Il Dow Jones ha guadagnato piu’ del 24% dal 2017 e il Nasdaq piu’ del 27%. Ieri il Dow Jones ha oltrepassato i 25.000 punti. Ma anche il Giappone questa notte ha toccato ulteriormente il suo massimo storico dal 1992. Quindi attenzione, ci puo’ essere qualche connessione ma limitata. L’economia americana sta andando bene negli ultimi anni e adesso connettere il boom di Wall Street con Trump mi sembra un passo un po’ azzardato, sembra proprio un titolo giornalistico”, ha concluso.

fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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