ISTRUZIONE – Il 2016 inizia nella confusione totale: la Buona Scuola rimane un’opera incompiuta

Il concorso a cattedra è stato organizzato senza riserve per i precari e chiuso ai giovani laureati; la selezione per nuovi presidi rimane in alto mare; il concorso per Direttori dei servizi generali e amministrativi che gestiscono il personale Ata, è caduto nel dimenticatoio; mobilità e alternanza scuola-lavoro rimangono provvedimenti sulla carta, con i decreti attuativi di cui non c’è traccia; anche l’organico potenziato rimane parcheggiato in attesa del nuovo Piano triennale dell’offerta formativa, con i neo immessi in ruolo utilizzati su progetti improvvisati. E le assunzioni, che dovevano abolire la ‘supplentite’, alla fine sono state poco più di quelle dell’ultimo Governo Berlusconi.

 

Marcello Pacifico (presidente Anief): i nuovi provvedimenti su assunzioni, ricostruzione di carriera e precariato presto finiranno sotto la lente dei tribunali. Perché per Anief sono illegittimi. Intanto, il Miur costringe lo Stato a pagare risarcimenti milionari al personale di ruolo e non danneggiato, a seguito degli errori continui e reiterati dovuti alle ‘distrazioni’ croniche del legislatore. Con conseguenze sempre pari a zero. Ma la vera beffa è l’impunità di tutto questo.

 

Per la scuola si chiude un 2015 a dir poco deludente. E inizio un nuovo anno con tante incognite: il concorso a cattedra è stato organizzato senza riserve per i precari e chiuso ai giovani laureati, malgrado le sentenze definitive dei Tar dicano il contrario; la selezione per nuovi presidi rimane in alto mare, eppure era stato promesso l’avvio entro la fine dell’anno; il concorso per Dsga, i Direttori dei servizi generali e amministrativi che gestiscono il personale Ata, è caduto nel dimenticatoio; mobilità e alternanza scuola-lavoro, cardini della Legge 107/15 da adottare con estrema urgenza,‎ rimangono provvedimenti sulla carta, con i decreti attuativi di cui non c’è traccia; anche l’organico potenziato, che ha comportato l’assunzione di 48mila nuovi docenti, rimane parcheggiato in attesa del nuovo Piano triennale dell’offerta formativa, da approvare entro metà gennaio, con i neo immessi in ruolo utilizzati su progetti improvvisati.

 

Anche lo stesso piano straordinario di assunzioni della Buona Scuola, tanto decantato dal Governo Renzi, alla fine si è rivelato deludente: perché le stabilizzazioni sono state la metà di quella annunciate in pompa magna un anno prima. Perché se l’ex ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, aveva chiesto 67mila immissione sotto la minaccia dei ricorsi, nel 2015 la Giannini ne ha prodotte appena 20mila in più ma dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea di fine 2014.

 

Anche i resoconti del 2015 della stampa specializzata, pubblicati in queste ore, parlano chiaro: “A settembre 2014 si parlava di 150mila assunzioni, di svuotamento totale delle GAE, di cancellazione definitiva delle supplenze e di docenti aggiuntivi assegnati alle scuole in base alle reali esigenze delle istituzioni scolastiche”. Le cose non sono andate proprio così. “nelle GaE ci sono ancora decine di migliaia di insegnanti, le assunzioni sono state meno di 100mila (a proposito: un dato ufficiale non esiste, forse sono 85mila, ma perchè il Miur non fornisce i numeri definitivi?) e nelle scuole continuano ad esserci i supplenti, che però non sempre ricevono lo stipendio in modo regolare. L’organico potenziato è stato distribuito alle scuole nel modo che sappiamo e che definire “random” (a caso) è un eufemismo d’obbligo per evitare espressioni non propriamente ‘politicamente corrette’”.

 

E il futuro non promette nulla di buono: “i nuovi provvedimenti su assunzioni, ricostruzione di carriera e precariato – spiega il presidente Anief, Marcello Pacifico – presto finiranno sotto la lente dei tribunali. Perché per Anief sono illegittimi. Intanto, il Miur costringe lo Stato a pagare risarcimenti milionari al personale di ruolo e non danneggiato, a seguito degli errori continui e reiterati dovuti alle ‘distrazioni’ croniche del legislatore. Con conseguenze sempre pari a zero. Ma la vera beffa è l’impunità di tutto questo. Perché se un giudice dà quasi sempre torto a chi produce norme tutt’altro che perfette, a pagare dovrebbe chi a viale Trastevere non ha ottemperato al meglio il suo operato. Invece, ancora oggi, e pure nel 2016, toccherà al cittadino danneggiato sborsare le tasse-balzello per accedere alla giustizia”.

 

 

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Fase C, tra i precari cresce l’agitazione: c’è chi rischia di non essere assunto (Il Secolo XIX dell’11 settembre 2015)

 

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