La casa? Addio ai 4 muri, arriva ‘Biosfera, dolce biosfera”

MILANO – ‘Atterra’ a Milano una casa ‘del futuro’: un innovativo modello di biosfera, un’abitazione naturale concepita per il benessere psico-fisico dell’uomo. Visitabile da domani, 11 ottobre, fino a domenica 14 ottobre in piazza Cesare Beccaria, il Biosphera Equilibrium è un edificio con tutti i servizi necessari per far vivere chi ci abita nel rispetto dei suoi parametri vitali, la sua programmazione genetica e i suoi bisogni psicofisici.

“Costruito facendo ricorso a idee, tecnologie e materiali di ultima generazione, il Biosphera Equilibrium non è una moda, ma un progetto scientifico internazionale, il Biosfera Project, oggi giunto alla sua terza fase”, spiega Giuseppe Barbiero, biologo e docente dell’Università della Valle d’Aosta, nella presentazione questa mattina alla stampa del modulo abitativo all’avanguardia, al quale hanno lavorato oltre 40 aziende, Atenei e centri di ricerca, con il patrocinio del Comune di Milano.

Progettato per “riequilibrare” i sensi di chi lo abita, il Biosphera Equilibrium verrà testato come abitazione, scuola, ufficio e residenza sanitaria nei prossimi 20 mesi durante un road show in Italia e Svizzera. Come spiega il biologo, dagli esperimenti effettuati emerge che la capacità cognitiva è influenzata dagli ambienti in cui si vive, che possono diminuire o aumentare la concentrazione, e quindi le capacità intellettive. Allo stesso modo il contesto in cui si vive incide, positivamente o negativamente sullo stress, ad esempio, facendo incrementare o rallentare i battiti cardiaci, potenziando o riducendo l’energia psico-fisica.

Nonostante l’uomo si sia adattato all’ambiente urbano per necessità evolutive, osserva Barbiero, “l’ambiente dell’uomo Sapiens è quello naturale e selvatico” e quindi “se manteniamo il nostro legame genetico con la natura, questo ci permette di rigenerarci e riposare meglio”. Sono molteplici le teorie, incorporate, ad esempio, nella bioedilizia, che oggi progetta gli edifici a partire dalle esigenze fisiche e psichiche umane, considerando che si vive circa il 65-70% della vita “confinati” all’interno di strutture come casa, ufficio e scuola.

Quando ci troviamo all’aperto in un ambiente naturale il nostro corpo e la nostra mente si rigenerano– osserva Mirko Taglietti, ceo di Aktivhaus, e ideatore e promotore di Biosphera- è la nostra esperienza a insegnarcelo e sono la psicologia, la genetica, la neurologia e la fisiologia a confermarlo scientificamente. A questo progetto hanno lavorato biologi, psicologi, architetti, ingegneri, botanici, creativi, illuminotecnici, neuroscienziati, artisti, artigiani e visionari. Lo scopo è stato realizzare un edificio dove accadano i medesimi fenomeni di rigenerazione fisica e psichica”.

Esteso su circa 45 metri quadri, con materiali biocompatibili, prevalentemente il legno (quello di Cirmolo, usato nella maggioranza delle case dei paesi nordeuropei), Biosphera Equilibrium è un modello abitativo energeticamente autonomo (con l’utilizzo del fotovoltaico), che produce più di quanto consuma: è infatti in grado di produrre energia per 8.000 Kilowattora/anno, mentre per mantenere gli standard abitativi nel massimo comfort, richiede solo 2.000 Kilowattora/anno. E’ quindi un edificio attivo che produce quattro volte più energia di quanto necessita.

Tra le curiosità legate all’arredamento spiccano vasi per piante, capaci di catturare sostanze velenose presenti nell’ambiente e pannelli di luce che riproducono il cielo terso d’estate, un’ alternativa salutare alle luci al neon presenti in ospedali, centri commerciali e uffici. “Tutti i materiali con cui è costruito il Biosphera Equilibrium sono sul mercato, non si tratta di brevetti della Nasa“, tiene a precisare Taglietti, che indica anche la possibilità di ristrutturare, seguendo i principi della Biosphera, appartamenti all’interno di condomini cittadini, con costi accessibili e “risultati salutari”.

Intanto, in una scuola primaria della Valle d’Aosta è attualmente in corso un esperimento ispirato ai principi della “biofilia” dello studioso Edward Wilson. Come spiega Barbiero, l’edificio dell’istituto La Trinité di Gressoney è in fase di riqualificazione energetica e ristrutturazione “all’obiettivo di creare un ambiente il più rigenerativo possibile, per fare andare a scuola i bambini più volentieri e accorciare i tempi di rigenerazione della loro fatica mentale”, con un miglioramento delle loro capacità cognitive e rendimento scolastico.

di Francesca Morandi

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fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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