La città di Frosinone ricorda il bombardamento dell’11 settembre

La città di Frosinone ricorda il bombardamento dell’11 settembre

Frosinone, Una data importante che segnò la fine e la rinascita della della città
 
L’11 settembre costituisce una data connotata drammaticamente per il capoluogo ciociaro: a partire dall’11 settembre 1943, infatti, il capoluogo registrò ben 56 bombardamenti alleati, fino a tutto maggio 1944. L’ottanta per cento della città fu rasa al suolo, tanto da far esclamare ai soldati canadesi appartenenti al Loyal Edmonton Regiment in un messaggio al proprio comando, il 31 maggio del 1944: “La città è vuota e in rovina!”. A guerra conclusa, Frosinone risultò il capoluogo di provincia più devastato in rapporto al numero di abitanti ed al patrimonio edilizio.

“È emblematica e significativa – ha dichiarato il sindaco, Nicola Ottaviani – la scelta dell’amministrazione comunale di acquisire la sede della ex Banca d’Italia, proprio per ricollocare nel centro storico la nuova casa comunale, restituendo alla città ciò che le venne tolto e cancellato da quel bombardamento”.

L’amministrazione Ottaviani -dichiara l’Assessore al centro storico, Rossella Testa – ricorda, con commozione, un evento tragico, il primo attacco che il nostro capoluogo subì nel corso del secondo conflitto mondiale. Solo molti mesi dopo, infatti, la città sarebbe stata liberata con l’ingresso dei militari del Loyal Edmonton Regiment, che ha segnato l’inizio della rinascita del capoluogo. A tutti loro, e in particolare al ten. Simm, abbiamo dedicato una stele in corso della Repubblica: abbandonando famiglie e affetti, hanno lottato in quel momento così tragico per l’Europa e per il mondo intero per affermare quei valori che sono alla base della nostra società e che fondano la Costituzione e la democrazia italiana. Il sacrificio di chi ci ha restituito la libertà, di tutte le vittime civili, e le virtù dei nostri concittadini – che, con la tipica laboriosità ciociara, hanno poi fatto risorgere il capoluogo dalle macerie di una lunga e sanguinosa guerra – non devono essere dimenticati”.