La Juventus denuncia i suoi ultras: dodici arresti per estorsione

La Questura di Torino: “Incontrovertibili le prove di ‘vendetta’ sul club”

TORINO – Dopo una serie di intimidazioni verso il club e i tifosi ‘normali’, la Juventus ha fatto denuncia e oggi sono scattati gli arresti di 12 ultras. Dopo un’indagine durata oltre un anno, la Digos della Questura di Torino questa mattina ha infatti arrestato alcuni tra i principali ultrà bianconeri (sei in carcere, quattro arresti domiciliari e due obblighi di dimora) per associazione a delinquere, estorsione aggravata, autoriciclaggio e violenza privata. Come spiega la stessa Questura, sono stati raccolti “incontrovertibili elementi probatori in merito ad una precisa strategia estorsiva posta in essere dai leader dei principali gruppi ultrà bianconeri nei confronti della società”, tra questi, ‘Drughi’, ‘Tradizione’, ‘Viking’, ‘Nucleo 1986’ e ‘Quelli di via Filadelfia’. Spiccano i Drughi, “non solo per il considerevole numero degli aderenti (circa 700) alle diverse sezioni sparse anche all’estero, ma anche per il carisma dello storico leader Geraldo Mocciola (attualmente sottoposto a Daspo ed a sorveglianza speciale) derivante dai suoi numerosi trascorsi criminali e dalla sua contiguità con organizzazioni criminali calabresi”, sottolinea la Questura. Quanto al perché, gli ultras se la siano presa con la società torinese, prima di tutto c’è l’interruzione, alla fine del campionato 2017-2018, di alcuni privilegi concessi ai gruppi ultrà, come gli abbonamenti gratuiti per i cosidetti ‘striscionisti’. E’ da qui che è stato dato il via ad una “strategia criminale per ripristinare quei vantaggi soppressi ed affermare nuovamente la posizione di forza nei riguardi della Juventus”.

Dopo essersi messi tutti d’accordo e dopo una serie di richieste illecite (biglietti gratuiti, materiale della Juventus, partecipazione ad eventi) pur essendo consapevoli delle conseguenze penali, gli ultras hanno avviato una campagna denigratoria e di contestazione verso la Juventus con il pretesto che fosse per l’aumento dei costi degli abbonamenti e per il rientro in squadra del giocatore Leonardo Bonucci. Da parte sua la Juventus, al fine di evitare ripercussioni e danni di immagine, “ha garantito circa 300 biglietti a pagamento per le gare in trasferta di campionato e di Champions League, in parte redistribuiti dai capi ultrà ricavando indebiti profitti (autoriciclaggio)”, scrive la Digos.

Non solo: i capi dei Drughi e di Tradizione godendo della loro forza intimidatrice hanno ottenuto indebitamente 25 consumazioni gratuite al bar del settore per ogni partita casalinga. Dalle indagini si evidenza anche che la ‘strategia estorsiva’ è stata applicata anche facendo pressioni sui frequentatori normali della curva che hanno dovuto attenersi ai divieti imposti dagli ultrà, evitando di intonare cori e slogan durante le partite al fine di “far percepire (anche ai mass media) un clima ostile verso la società”. Nell’ambito della stessa indagine, oltre agli arresti, sono scattate anche 25 denunce per violenza privata aggravata in concorso, di cui 17 verso il gruppo dei Drughi.

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