L’Ama ammette: “A Roma servono impianti per gestire i rifiuti indifferenziati”

Parla Massimo Ranieri, consigliere del cda di Ama delegato alla futura pianificazione impiantistica

ROMA – “Anche se arriveremo al 70% di raccolta differenziata resterà sempre il 30% da gestire come indifferenziato, oltre allo scarto tra l’8 e il 12% derivante dagli impianti di recupero. Pertanto, anche se non sono per le discariche e gli inceneritori, servono gli impianti per gestire il residuo secco/indifferenziato”. Massimo Ranieri, consigliere del cda di Ama delegato alla futura pianificazione impiantistica, non dice chiaramente che a Roma servono una discarica e/o un termovalorizzatore per chiudere il ciclo dei rifiuti della filiera dell’indifferenziato ma, nel corso di un intervento in commissione capitolina Ambiente, fa capire che non ci sono molte alternative.

“Dove realizzarli non lo so, ma il piano industriale che stiamo mettendo in piedi prevedrà, sulla base di un obiettivo di raccolta differenziata, il sistema impiantistico che deve essere realizzato in funzione dei numeri, non delle chiacchiere, e che proporremo alla Regione, la quale deve individuare i siti in base a criteri localizzativi preferenziali, penalizzanti o escludenti- ha aggiunto Ranieri- Sulla base di questa pianificazione, diremo ‘a Roma servono questi impianti da qui al 2025’. Sarà un piano industriale molto realistico”.

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