Marino: Dario Massimi assurda la guerra iconoclasta del M5s – Antonio Gramsci, il suo pensiero e il lascito che è giunto a noi è un bene per l’umanità

Marino:  Dario Massimi assurda la guerra iconoclasta del M5s -  Antonio Gramsci, il suo pensiero e il  lascito che è giunto a noi è un bene per l’umanità

Dario Massimi, – responsabile della biblioteca del Gramsci – solo poche ora fa ha avuto modo di annunciare la propria adesione alla lista comunista che sosterrà Eleonora Di Giulio nella corsa per diventare sindaco di Marino. Ed ora già si trova a dover “affrontare” da un punto di vista squisitamente culturale, prima che politico, il M5S. Certo la figuraccia e l’azione antistorica e controcultura è stata consumata in Parlamento, ma non è che che i grillini di Marino possano far finta che non li riguardi.

Si tratta della positiva notizia di aver votato alla Camera i riconoscimento di “Casa Gramsci” quale monumento nazionale. Il brutto della notizia consiste nel voto contrario di 32 deputati del M5S e dell’astensione di quelli della Lega. “ Concordo pienamente con l’iniziativa politica e culturale della deputata Caterina Pes (PD). Trovo inaudito, impensabile e inspiegabile – dice Dario Massimi – di fronte ad una cosa così nobile, che eleva la cultura nazionale ad un fattore di unità rendendo omaggio ad uno dei più grandi pensatori italiani del novecento, non a caso studiato in tutto il mondo: dal Giappone all’America Latina, dalla Russia alla Cina, dall’Africa all’Europa; al M5S viene in mente, con motivi futili e ridicoli di votare contro. E’ una concezione barbarica delle appartenenze. Solo perché, o proprio per questo, Antonio Gramsci è stato il fondatore di un Partito, del Partito Comunista d’Italia, ai deputati del M5S viene in mente di armare una guerra iconoclasta! E’ incultura. E’ oscurantismo. Un movimento che ha la vista annebbiata dal grido “dalli al Partito e chiunque ne abbia contattato uno!”. Dimenticando, immersi in una crassa ignoranza che Antonio Gramsci è stato si fondatore di un partito, ma che è, come prova il suo lungo e serrato legame con Piero Gobetti, un promotore di cultura libera, di promozione del pensiero scientifico in ambito filosofico e filologico. – Massimi conclude con una domanda – : sapranno costoro che hanno compiuto questo sfregio contro la cultura e contro la logica, rimediare al loro errore quando tra breve lo stesso tema dovrà essere votato al Senato?”.

Nota. Nel 1965 la casa della famiglia Gramsci a Ghilarza, fu acquistata dal Pci e divenne sede del “Centro di documentazione e ricerca sull’opera gramsciana e sul movimento operaio”. Attualmente la casa è sede dell’associazione onlus “Casa Museo di Antonio Gramsci, centro di documentazione, ricerca e attività museali”, costituita nel 1999 con l’obiettivo di favorire la conoscenza del pensiero e dell’opera gramsciana e continua ad essere un punto di riferimento per gli studiosi di tutto il mondo. Il museo è articolato su sei sale e ospita anche una biblioteca