Masi all’Assemblea Congressuale Uilca Intesa Sanpaolo: “No a cessione Utp a Prelius”

Si è conclusa il 27 marzo, dopo tre giorni di interessante e stimolante dibattito, con l’intervento del Segretario Generale Uilca Massimo Masi, l’Assemblea Congressuale Uilca del Gruppo Intesa Sanpaolo.

Nella parte iniziale dell’intervento Masi si è concentrato sulla necessità di stare a contatto con le Lavoratrici e i Lavoratori per presentare la Piattaforma, visto anche il clima di forte incertezza dato da una Controparte estremamente frammentata, che si incontrerà per discutere della Piattaforma non prima dell’8 aprile.

Il Segretario Generale Uilca è passato poi ad Intesa Sanpaolo dando atto che la Banca riconosce il ruolo dei propri Dipendenti nell’attuazione dei piani aziendali ma risulta ancora troppo pesante il disequilibrio tra quanto è assegnato al personale e quanto è destinato ai top manager, visto che i rilevantissimi compensi dei vertici restano del tutto slegati da obiettivi di carattere sociale, primo fra tutti la crescita occupazionale. “Bisogna parlare anche dei premi aziendali, non si possono scaricare gli aumenti economici solo sul rinnovo del Contratto.” – ha affermato Masi.

Il leader della Uilca ha poi commentato la notizia di poche ore fa, pubblicata su Milano Finanza, che Intesa sta considerando la cessione delle inadempienze probabili (Utp) e ha firmato un accordo non vincolante con Prelius, a cui ha concesso un periodo di negoziazione esclusiva “per la possibile costruzione di una partnership strategica finalizzata all’ottimizzazione della gestione delle posizioni Utp”. L’accordo non influenzerà la partnership riguardante i crediti in sofferenza con Intrum.

Il piano industriale del Gruppo prevede la riduzione dell’Npe ratio lordo al 6% entro il 2021, sia attraverso cessioni che attraverso ottimizzazioni della gestione interna. Nel 2018 il gruppo ha ridotto i crediti deteriorati lordi per 15,6 miliardi di euro, aumentando al 54,5% le coperture. Ad oggi il gruppo detiene 36,4 miliardi di crediti problematici lordi, di cui 14,2 miliardi sono Utp. Se quindi l’accordo andasse a buon fine oltre due terzi dei crediti Utp verrebbe ceduto.

La Uilca ha da sempre espresso la contrarietà rispetto alle cessioni di rami d’Azienda. “Questo vorrebbe dire mettere in cassa integrazione e licenziare migliaia di Lavoratori. I crediti difficili vanno lavorati in azienda e non ceduti all’esterno. Come Sindacato confederale non abbiamo intenzione di accettare questo”. – ha dichiarato Massimo Masi.

“Di fronte, tuttavia, a una scelta aziendale che ha condurrebbe in questa direzione, come fu per Tersia, il nostro scopo sarà sempre- ha continuato Masi- quello di agire affinché le Lavoratrici e i Lavoratori ricevano tutte le necessarie garanzie occupazionali e contrattuali necessarie”.

Il Segretario Generale Uilca ha ribadito il netto NO della Uilca alla gestione delle sofferenze presso società esterne che non applicano il contratto del Credito e ha ricordato che la Uilca finora ha sottoscritto accordi in tal senso solo con società esterne di proprietà totale di istituti bancari, iscritti ad Abi e con mandato di rappresentanza, nonché con clausola di salvaguardia verso i dipendenti che in caso di ulteriori cessioni di ramo d’azienda rientrerebbero nell’istituto bancario di origine”.