Metro C, un commissario per le talpe Shira e Filippa

Metro C, un commissario per le talpe Shira e FilippaFERMATA METRO C SAN GIOVANNI INAUGURAZIONE STAZIONE SAN GIOVANNI METRO C ROMA METROPOLITANA METROPOLITANE TRASPORTO PUBBLICO

I cantieri, al debutto della giunta Raggi, vennero osteggiati. Poi lo sprint

ROMA – “Ma la metropolitana la state costruendo o la state cercando?”. È in questa battuta di Alessandro Siani, comico e attore napoletano, la sintesi dell’intrinseca lentezza che attanaglia la metro C, l’opera più longeva d’Italia. Talmente longeva che alle talpe scavatrici abbiamo dato un nome, Shira e Filippa. Le abbiamo adottate, abbiamo fatto il tifo per loro, perché a un certo punto erano rimaste sotto terra, tra il Colosseo e Piazza Venezia, e non volevano più uscire. Il motivo? La situazione difficile della società Roma Metropolitane, la partecipata del Campidoglio che gestisce l’opera e che ancora naviga in acque agitate (ha annunciato che dal 31 marzo non sarà più in grado di “onorare gli impegni correnti “). Per dare uno sprint, allora, anche nella Capitale si è fatto ricorso alla figura del Commissario. A nominarlo, su input diretto della sindaca Virginia Raggi, ci ha pensato il Governo: l’ingrato compito di spostare il pachiderma è toccato a Maurizio Gentile, ex amministratore delegato di Rfi, al momento indagato dalla procura di Lodi per il deragliamento del Frecciarossa 1000 Milano-Salerno del 6 febbraio scorso in cui persero la vita due macchinisti e per l’incidente ferroviario del 25 gennaio 2018 a Pioltello, in cui sono morti tre passeggeri. Il Campidoglio, intanto, per consentire al commissario di lavorare speditamente, ha chiesto al ministero dei Trasporti diverse centinaia di milioni per realizzare la tratta che va dall’archeologica fermata di Piazza Venezia fino alla Farnesina. Uno sprint, dicono i ben informati del Colle capitolino, che se fosse arrivato prima avrebbe consentito all’opera di stare qualche passo più avanti. I cantieri, nella prima parte della consiliatura Raggi, furono infatti osteggiati – proprio perché ritenuti simbolo di un’opera burocratica e piena di insidie giudiziarie. Poi il dietrofront, dopo che i cittadini, attraverso la consultazione del Pums, hanno indicato nelle metropolitane e nella cura del ferro la loro priorità. Chissà se Shira e Filippa hanno ancora voglia di scavare.

Emanuele Nuccitelli.  fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»