“Mi racconto Io” mister Federico Cernera

"Mi racconto Io" mister Federico Cernera

di Fausto Zilli

Continua il nostro viaggio nel mondo del calcio amatoriale giovanile, per la categoria allenatori ai nostri microfoni Federico Cernera, che attualmente è alla guida degli under 14 Elite presso l’Accademia Calcio Roma.

Ciao Federico, raccontaci un po’ la tua storia calcistica…

Avresti mai detto di intraprendere la carriera da allenatore?

La risposta è molto semplice si, è un ambizione che devi aver dentro e che cresce giorno dopo giorno. Fin dall’adolescenza devo dirti che mi ha sempre molto incuriosito il ruolo dell’allenatore sperando prima o poi di intraprendere questo percorso.

Quali qualità deve avere un allenatore?

Deve essere una persona in primis di sani valori etici e morali deve essere un educatore avere competenze  specifiche del ruolo, sia organizzative che tecniche.

Che qualità deve avere un giocatore per diventare un campione nel calcio?.

Se devo dirti la verità, non ho la risposta, ci sono molte variabili da affrontare che portano un giovane a diventare successivamente un campione in questo sport. Quello che noto dai ragazzi che stanno emergendo in tutta Europa è sicuramente una predisposzione naturale al calcio, con l’addestramento tecnico-atletico, solidità mentale ti possono portare ad avere un occasione nei palcoscenici più importanti.  Solamente chi veramente ci crede con tutto se stesso e da sempre il 100% in ogni ambito può sognare in grande.

Cosa ti senti di consigliare ad un ragazzino che vuole imparare a giocare a calcio?

Di farsi trascinare dalla passione che ha dentro divertirsi, perchè il calcio rimane sempre e solo un gioco, un gioco serio ma pur sempre un gioco.

Cosa ti senti di consigliare ai suoi genitori?

Seguirlo e sostenerlo sempre nel suo percorso di crescita davanti a gioie e delusioni. Per quel che  riguarda il mio percorso, mi batto sempre molto con i ragazzi sull’accettare la sconfitta e il rispetto dell’avversario quando si vince, stessa cosa posso consigliare a tutti loro quando osservano la partita dalla tribuna, il risultato non deve essere un problema, è solamente il coronamento di un percorso e di un confronto con ragazzi che non si allenano insieme.

Sei stato un giocatore che usava diversi “trucchetti del mestiere”, li insegnerai ai tuoi ragazzi?

A dir la verità nel mio piccolo percorso da calciatore dilettante non ho mai avuto “trucchetti del mestiere”, sicuramente potrò consigliare ed aiutare loro in altri modi secondo me più efficaci ad arrivare al raggiungimento di obiettivi, sia di crescita personale che collettiva, ma la vittoria più grande sarà se riuscirò ad aumentare la loro conoscienza di questo sport altamente variabile.

Qual è stata la stagione da giocatore che ricordi con più piacere?

Sono state stagioni tutte molto intensi compagni di squadra con cui mi sento ancora oggi, se ti devo segnalare la stagione che mi porta a momenti di felicità e piacere è sicuramente la mia prima stagione in agonistica, quella dei giovanissimi elite con la libertas centocelle guidata da mister Giuseppe Zazzara. Io provengo da una formazione non prettamente di calcio a 11, perchè fino ai 13 anni giocavo a calcio a 5, e per me non ti nascondo sono stati momenti difficili all’inizio anche molto traumatici, ti lascio immaginare, il pallone era diverso, le dimensioni del campo enormi, 10 compagni di squadra ci è voluto un pò per adattarmi, ma per fortuna sono riuscito a ritagliarmi i miei spazi fin da subito nonostante una sana concorrenza. Sfiorammo per poco le finali regionali perdendo uno spareggio, arrivammo in finale del Beppe Viola nello stesso anno il 2008 nonostante le delusioni, ero felicissimo del percorso intrapreso e del gruppo con cui mi trovavo, sentivo veramente dentro me stesso che stavo crescendo sotto tutti i punti di vista, ma sopratutto caratterialmente e tecnicamente . Ti devo dire che poi negli anni successivi qualche soddisfazione me la sono tolta, ma alla fine il richiamo di passare fin da giovane ad un ruolo appena al di fuori del rettangolo di gioco a prevalso sul continuo della mia piccola carriera calcistica.

Qual è l’allenatore che preferisci?

In questo momento specifico un allenatore che sto seguendo molto, studiando e che ammiro molto per quello che sta facendo, sognando un giorno di potermici confrontare è il mister del Sassuolo Roberto De Zerbi.

Detto ciò cerco di essere sempre aggiornato cercando di prendere il meglio da ogni allenatore, essendo ognuno di noi agevolato nel vedere le partite di livello internazionale, è più facile per me cercare di captare e percepire le proposte che si fanno anche oltre i confini nazionali.

Quello che sto notando è che ci sono molti allenatori con caratteristiche e peculiarità diverse tra i dilettanti nella nostra Regione con passione, ma sopratutto competenza professionalità sono da esempio. Con alcuni di loro ho la fortuna di confrontarmi e di parlare non solo di calcio, avendo costruito un’ amicizia vera sincera, forse sono loro gli allenatori che preferisco.

Il giocatore che preferisci?

Anche se ha smesso di giocare per me Francesco Totti rimane l’espressione di calciatore più bella che è mai stato dentro un rettangolo di gioco, ho avuto la fortuna di godere tutta la sua carriera da calciatore della Roma e penso nonostante abbia smesso da qualche anno rimane lui il giocatore che preferisco per diversi motivi, oggettivamente è stato inoltre uno dei più grandi calciatori Italiani.