Morassut (Pd): lo stadio di Tor di Valle è un pasticcio infinito

“Ho sempre espresso delle forti perplessità sul progetto di Tor di Valle, non per pregiudizio, ma  perché conosco le difficoltà che quella localizzazione avrebbe comportato nelle relazioni territoriali circostanti e nel complesso quadro delle opere pubbliche necessarie a sostenerlo”. Lo scrive il deputato Roberto Morassut (PD) in una nota. “Sono un sostenitore della Roma – spiega – ma viene prima l’interesse della città e non mi sono fatto scrupolo di esprimere da subito le mie critiche, che confermo. I fatti, del resto, stanno confermando che si tratta di un percorso accidentato e pasticciato. Soggetto a forzature e a ricorsi e con il rischio di un risultato che anziché dare una nuova opportunità alla Capitale ne accresce i problemi. Il fatto che il Ministero delle Infrastrutture richiami l’indispensabile necessità di realizzare il Ponte dei Congressi previsto dal Prg (opera Cipe finanziata e da appaltare) è un fatto importante. Quell’opera serve a Roma. È un opera strategica per il completamento del sistema delle tangenziali interne e sarebbe un grave errore rinunciarvi”. 
“Da 5 anni – contunua ancora l’ex assessore della giunta Veltroni – su Tor di Valle non si vede luce nonostante siano state tentate le più diverse strade derogatorie e acceleratorie. I progetti cambiano, si fanno lunghe riunioni e confronti tra le amministrazioni ma non se ne esce. Abbiamo visto solo pasticci. Sarebbe stato molto meglio e assai più trasparente seguire una procedura ordinaria e forse le cose oggi sarebbe più avanzate. Non c’è stato il coraggio di dire alla Roma che quel posto era sbagliato. Come facemmo nel 2005 con la Lazio per lo stadio delle Aquile proposto in un luogo altrettanto sbagliato sulla Via Tiberina”. “La Giunta Cinque Stelle e la Raggi – conclude – si sono dimostrate deboli e confuse e preoccupate solo del consenso tra la tifoseria. In politica bisogna invece dire la verità anche quando può essere scomoda e impopolare e spiegare dove sta la vera convenienza per i cittadini. La Raggi questo coraggio non lo ha avuto e oggi si trova in mezzo ad un pasticcio senza via di uscita, come l’area di Tor di Valle: un cul de sac…”

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