Mozione Verona mistero iniquità

Verona ha approvato una mozione di anti-aborto che impegna il sindaco e la giunta a sostenere iniziative per la prevenzione dell’aborto. Manco si trattasse di un fatto di cronaca nera, il caso è diventato nazionale. Valanghe di fango sono volate sui proponenti, in particolare su Alberto Zelger e sulla capogruppo del Pd Carla Padovani, rea di aver votato a favore. Stendendo un velo pietoso sul concetto di democraticità dimostrato dai vertici del Partito Democratico (vogliono la testa della Padovani per lesa maestà ai diritti dell’utero), è importante sapere cosa dice la Scrittura (quindi parola di Dio) a riguardo della vita nascente. Premesso che l’aborto viene sanzionato dalla Sacra Rota con la scomunica, il profeta Geremia, riportando le parole che furono rivolte a lui da parte di Dio stesso scrisse: “Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto, prima che tu uscissi alla luce, ti ho consacrato” (Ger 1,5). Allo stesso modo parlò Giobbe, quando descrisse la sua vita intrauterina: “Le tue mani mi hanno plasmato e mi hanno fatto integro in ogni parte, di pelle e di carne mi hai rivestito, di ossa e di nervi mi hai intessuto” (Gb 10,8-11). Medesimo concetto espresso dal profeta Isaia: “Ascoltatemi, udite attentamente, il Signore dal seno materno mi ha chiamato, fin dal grembo di mia madre ha pronunciato il mio nome” (Is 49,1). Parole lapalissiane che ogni essere umano, al di là delle ideologie, delle sensibilità e delle divisione politiche, dovrebbe fare proprie. Se così non è, non rimane che interrogarsi sul mistero di iniquità (il maligno?) che attanaglia l’uomo sin dalla notte dei tempi.
Gianni Toffali

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