Presentata in Senato l ‘ultima opera di Giordano Bruno Guerri

Roma / A 100 anni dalla grande avventura di Gabriele D’Annunzio

            con l’impresa di Fiume

Un’impresa unica e memorabile quella che 100 anni fa, il 12 settembre 1919, segno il destino di un’intera nazione: l’impresa di Fiume. Un poeta-soldato Gabriele D’Annunzio,  trascina le folle ad ogni comizio, anima con le sue parole il fuoco dell’italianità, tanto da far diventare una città un emblema delle rivendicazioni irredentiste e nazionaliste. In primo piano, l’avventura di Gabriele d’Annunzio e di un manipolo di legionari partiti da Ronchi in Friuli per occupare la città adriatica e annetterla all’Italia, instaurare la Reggenza del Carnaro, fondare un “mito” destinato a

influenzare la Cultura e la politica italiana e internazionale, l’estetica e il lessico, ben oltre il Ventennio fascista e gli altri totalitarismi che vi attinsero a piene mani. Finché il capo del governo italiano, Giovanni Giolitti, pose fine con la forza a quell’esperienza nel cosiddetto «Natale di sangue». L’avventura fiumana suggestionò i contemporanei. Benito Mussolini ne trasse ispirazione per la successiva marcia su Roma, ma ebbe, nei confronti del «Vate» e dei suoi seguaci, un atteggiamento ambiguo. Lenin notò il carattere «rivoluzionario» dell’impresa dannunziana. Antonio Gramsci, evacuata Fiume, provò (inutilmente) a coinvolgere il poeta e i suoi reduci per contrastare le camicie nere che si accingevano alla presa del potere (nell’ottobre del 1922). Per conoscere e restare coinvolti in quell’atmosfera, l’unico modo è leggere lo splendido libro di Giordano Bruno Guerri (massimo studioso di D’Annunzio, nonché Presidente del Vittoriale degli Italiani), “Disobbedisco” edito proprio dall’inizio dell’anno in occasione dei 100 anni dell’evento storico di Fiume. Un libro che è stato raccontato,

spaziando anche nelle varie dinamiche, durante l’incontro svoltosi, martedì scorso, presso la sala Koch di Palazzo Madama sede del Senato della Repubblica, con la partecipazione oltre che dell’autore, anche di figure di spicco del giornalismo il Direttore del TG2 Gennaro Sangiuliano, il senatore Maurizio Gasparri, presente un corposo pubblico attento composto anche da giovanissimi studenti. Con il suo stile inconfondibile, Giordano Bruno Guerri ha ricostruito quei sedici mesi attraverso migliaia di documenti inediti custoditi negli Archivi del Vittoriale, intrecciando in una narrazione appassionante la grande storia con le vicende degli uomini e delle donne che hanno vissuto quell’irripetibile avventura, e portando alla luce un aspetto inedito della poliedrica personalità dell’uomo che ne fu l’ispirato animatore e l’indiscusso protagonista, il poeta guerriero, il Comandante come prese a farsi chiamare. “C’è la volontà di un uomo convinto di agire nell’interesse nazionale più di quanto facessero parlamento, governo, monarchia –sottolinea Guerri- . E il “disobbedisco” non riguardava soltanto l’annessione di una città o di un territorio, fu una sfida per un cambiamento sociale, culturale e politico prima dell’Italia, poi del mondo. E’ il “disobbedisco” del superuomo giunto alla pienezza della propria fama e della propria forza intellettuale e di fascinazione. In questo libro c’è un’inestimabile quantità di documentazione inedita. Forse l’aspetto più importante è avere portato fino in fondo gli studi di Valeri, De Felice, Perfetti, Salaris, dimostrando sia l’enorme differenza fra fiumanesimo e fascismo, sia il tradimento opportunista di Mussolini a Fiume. Inoltre, che il duce al potere prese dal fiumanesimo solamente l’aspetto esteriore, ignorandone completamente l’aspetto libertario. Infine, che d’Annunzio non fu mai fascista: la tesi opposta viene sostenuta, ormai, soltanto da chi estrapola dalla corrispondenza d’Annunzio-Mussolini,curata da De Felice, qualche lettera raccattata su internet, senza avere letto né l’introduzione né i commenti di De Felice”. Presente all’evento anche il Sindaco di Trevi Nel Lazio Silvio Grazioli, che ha avuto a conclusione un interessante e costruttivo confronto storico con l’autore.

                               DANILO AMBROSETTI