Ricerca : Usb p.i. aderisce alla “nuit debout” della ricerca pubblica Domenica 15 maggio- Roma, Ministero della P.A.

“La lunga mano di Renzi è arrivata anche sugli Enti Pubblici di Ricerca”, attacca Claudio Argentini, dell’USB P.I. Ricerca. “Il ministro Giannini cala il sipario sulla ricerca di tutti per portare alla ribalta quella di pochi, non controllata e controllabile, dell’IIT. Un precarificio, fuori da tutte le norme sia di verifica economica, sia progettuali, che dei diritti, dove si investono milioni di euro, che invece nella ricerca pubblica rappresenterebbero linfa a favore della collettività”.

“La Giannini usa la delega non per risolvere i nodi che da anni affliggono il settore – sottolinea il sindacalista -  ma per cambiare la natura della Ricerca Pubblica in Italia. La riforma Giannini-Madia emargina i ricercatori, licenzia 8.000 precari, si attribuisce la vigilanza di tutto in un delirio di onnipotenza”.

Aggiunge Argentini: “A questa notte che sta calando sulla ricerca, l’USB P.I. risponde combattendo alla luce del sole contro il piano di privatizzazione della proprietà intellettuale, di svendita del personale e delle sue professionalità, di sostanziale chiusura ed agenzializzazione degli Enti”.

“Per questo l’USB, dopo aver manifestato a Palazzo Vidoni, portando la propria idea di Ricerca al ministro Madia, e dopo aver contestato il ministro Giannini al CNR di Pisa, continua nella mobilitazione ed aderisce alla “Nuit Debout” della Ricerca Pubblica, convocata dai precari dell’ISTAT il prossimo 15 maggio, che vedrà sotto le finestre della Funzione Pubblica un’assemblea dei lavoratori della ricerca contro la riforma Giannini-Madia”, conclude il rappresentante USB