Rifiuti, Zingaretti: “Senza la Regione Lazio, Roma sarebbe sommersa

ROMA – “Sui rifiuti è chiarissima la situazione: senza la Regione Lazio che si è fatta carico di aiutare Roma chiedendo anche l’intervento di molte Regioni e Paesi esteri, penso alla città di Vienna, oggi Roma sarebbe sommersa dai rifiuti. C’è un indiscutibile e assodato problema di impianti di lavorazione e anche di piccolo sito di conferimento dei materiali residui al trattamento. A Parigi, Berlino e Londra hanno trattano il 90% dei rifiuti. Roma è al 20%”. E’ un attacco netto e chiaro quello del presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, al comune di Roma.

In occasione del convegno “Lazio in movimento, crescita, coesione sociale, welfare. L’attuazione del patto per lo sviluppo e l’occupazione”, il presidente Zingaretti non vuole accettare “una polemica tra istituzioni” ma cercare soluzioni: “O noi apriamo una fase nella quale si propone e si individua un’impiantistica o vivremo sempre in emergenza”.

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“Si dice- prosegue Zingaretti- che la differenziata arriverà nel 2022 al 70%. Ma da oggi al 2022 non è chiaro quello che capiterà. Noi siamo anche disponibili a finanziarla. Ma resta quel 30% che va lavorato e collocato. Il tema quindi non è far polemiche ma indicare una soluzione che non è quella di dire collochiamo i rifiuti in altri Comuni perché mi permetto di segnalare che non può essere una soluzione che una città di 3 milioni di abitanti collochi i rifiuti in altri comuni“.

Ed è proprio questo il punto sul quale il governatore del Lazio attacca duramente la sindaca Raggi, che aveva provato a scaricare la responsabilità sull’istituzione regionale. “L’idea che si possa andare avanti dicendo che tanto i rifiuti li mandiamo in altri Comuni è tecnicamente complessa ma anche irrealizzabile perché l’Ue da tempo vigila e dà indicazioni di lavorare il ciclo dei rifiuti nei luoghi dove sono prodotti. Bisogna far molta, molta, attenzione- conclude Zingaretti-.  Una politica che ha la pretesa e l’arroganza di far ospitare rifiuti di Roma in altri Comuni può far scattare una rivolta da parte di chi è contrario. Occorre dialogo e assunzione di responsabilità”.