Roma, sit-in con 200 persone contro la preferenziale su via Portuense

Il progetto presentato dalla maggioranza capitolina del M5s prevede una corsia preferenziale dedicata al tpl dal tratto di via Belluzzo a largo La Loggia

ROMA – Circa 200 cittadini hanno manifestato, questo pomeriggio, contro il progetto della nuova corsia preferenziale su via Portuense, presentato dalla maggioranza capitolina del M5s. Il progetto prevede una corsia preferenziale dedicata al tpl sulla storica consolare romana, dal tratto di via Belluzzo a largo La Loggia. Contro questo progetto sono scesi in piazza, con un sit-in unitario, decine di persone, giovani e anziani, e alcuni militanti dei partiti d’opposizione in Municipio XI, dal Pd a Fdi, passando per Forza Italia.

Il sit-in si è tenuto a largo Donatori di sangue e per diversi minuti i manifestanti hanno invaso parte della prima corsia della Portuense. A quel punto sono dovuti intervenire gli agenti della Polizia locale. In piazza erano presenti i capogruppo di Fdi Valerio Garipoli, del Pd, Gianluca Lanzi, di FI, Daniele Calzetta e del misto, Gianluca Martone (ex M5S).

“Questo- ha detto Garipoli- è un provvedimento inutile e costoso su un quadrante che non necessita di una preferenziale. In più occasioni abbiamo palesato la nostra contrarietà e abbiamo, per questo, raccolto oltre 2.000 firme”. “L’amministrazione- ha aggiunto Lanzi- fa ancora in tempo a bloccare questo progetto folle e dannoso che provocherà più traffico per il restringimento della corsia alle auto private, con nessun beneficio per il tpl. Inoltre così si perdono diversi posti auto. Queste risorse possono essere spese meglio come ad esempio per finanziare l’allargamento della Portuense all’altezza del sottopasso”. Durante il sit-in sono stati intonati diversi cori di “dimissioni” all’indirizzo del presidente del XI Municipio, Mario Torelli, che proprio oggi ha perso la sua maggioranza in Consiglio.Condividi su facebookCondividi su twitterCondividi su whatsappCondividi su email

Emiliano Pretto . «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»