SANITÀ. DERMATITE ATOPICA COLPISCE 35MILA ITALIANI, BULLIZZATI 39% GIOVANI

SANITÀ. DERMATITE ATOPICA COLPISCE 35MILA ITALIANI, BULLIZZATI 39% GIOVANI

ANDEA: PIÙ DISOCCUPATI E GIORNI PERSI A SCUOLA. DA SIDEMAST CONSULTI GRATUITI IN 30 CENTRI

Roma – In Italia oltre 35mila persone soffrono di dermatite atopica, malattia infiammatoria cronica che colpisce la cute del viso e del corpo di neonati, bambini e adulti. Un vero record tra le nazioni europee, soprattutto se si considera che circa 8mila pazienti sono affetti dalla forma grave della patologia. Secondo una recente analisi pubblicata su ‘The Journal of Allergy and Clinical Immunology’, intanto, il 39% dei giovani tra i 14 e i 17 anni e’ stato bullizzato o preso in giro a scuola a causa della malattia; mentre l’emergenza sanitaria legata al Covid-19, con il conseguente lockdown, hanno avuto un significativo impatto psicologico su questi pazienti, che li ha portati verso una maggiore condizione di isolamento.
Di questo, in sintesi, si e’ parlato durante il webinar ‘Dermatite atopica, tra rischio Covid e necessita’ di cure. Strategie per la fase II’, promosso dall’Osservatorio Malattie Rare, con il patrocinio di SIDeMaST (Societa’ Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse), e di ANDeA (Associazione Nazionale Dermatite Atopica), con il supporto non condizionato di Sanofi Genzyme. L’evento si e’ svolto oggi in occasione della Giornata internazionale della Dermatite Atopica.
“Il fattore psicologico ha una certa incidenza sui pazienti con dermatite atopica. Un impatto che si e’ accentuato ancora di
piu’ nel periodo del lockdown e che li ha portati a una maggiore
condizione di isolamento – ha detto Loredana Petrone, psicologa e psicoterapeuta all’Universita’ Sapienza di Roma– Ma la componente psicologica non e’ da sottovalutare neanche per chi ha altre malattie della pelle: sono tanti i casi di bullismo e di isolamento lavorativo registrati nel tempo. Forme di isolamento, quindi, da considerare anche alla luce del distanziamento sociale”. 
Per questo motivo SIDeMaST ha messo a disposizione “un servizio gratuito di video-consulto a distanza denominato ‘Atopia visita virtuale’ – ha fatto sapere la presidente della societa’, Ketty Peris – che sara’ attivo fino a fine dicembre 2020. L’obiettivo e’ indirizzare il paziente presso un centro specialistico dedicato alle cure di tale patologia”.
Ma oltre a questa iniziativa sara’ attivato a breve, per il secondo anno consecutivo, il servizio promosso dalla campagna ‘Dalla parte della tua pelle’, che prevede “una giornata dedicata a consulti gratuiti, su prenotazione – ha aggiunto Peris – in 30
centri ospedalieri-universitari in tutta Italia”, durante la quale potranno essere fornite “tutte le possibili indicazioni per un ottimale percorso diagnostico e terapeutico della dermatite
atopica”.
La dermatite atopica e’ una patologia che puo’ comportare
conseguenze gravi anche in ambito lavorativo. “È stato dimostrato che i pazienti affetti da dermatite atopica hanno piu’
probabilita’ rispetto alla popolazione sana di essere disoccupati
e cio’ implica costi sociali notevoli – ha spiegato Mario Picozza,
presidente ANDeA – Questi ultimi, poi, aumentano se si considera il fatto che circa la meta’ dei malati presenta problemi di produttivita’ lavorativa o assenteismo per via dello stress
legato alla patologia e alla privazione di un adeguato riposo a
causa del prurito incessante”.
Gli stessi sintomi della dermatite atopica possono quindi provocare “incidenti o infortuni lavorativi. Insomma, la
quotidianita’ e’ compromessa – ha aggiunto Picozza – e si notano
evidenti limitazioni nella scelta dei percorsi di carriera o di
studio da parte dei pazienti”. Per quanto riguarda gli adolescenti la situazione non e’ delle migliori. Secondo una recente analisi pubblicata su ‘The Journal of Allergy and Clinical Immunology’, il 39% dei giovani tra i 14 e i 17 anni e’ stato bullizzato o preso in giro a scuola a causa della malattia. L’aggravamento della patologia, poi, ha avuto un impatto sul percorso scolastico del 46% degli adolescenti. 

“Se si considera che ogni anno, in tutto il mondo, i giovani affetti da dermatite atopica perdono dai 7 agli 11 giorni di scuola e che il 36% dei caregiver e dei ragazzi con la malattia soffre di ansia o depressione – ha proseguito ancora Picozza – si comprende che il quadro e’ piu’ preoccupante di quanto si possa immaginare”.
Durante il webinar gli esperti hanno infine concordato su quanto sia fondamentale che le misure di controllo della pandemia
non comportino impedimenti nella continuita’ terapeutica dei
pazienti con malattie croniche. Per la dermatite atopica, circa
un anno fa, AIFA ha approvato l’uso di un nuovo farmaco. “Si
tratta di dupilumab, un anticorpo monoclonale indicato per il
trattamento della dermatite atopica e a carico del Servizio
Sanitario Nazionale per il trattamento di adulti con la forma
grave della patologia – ha spiegato Sandra Petraglia, dirigente
Area Pre-Autorizzazione AIFA – come alternativa per tutti quei
pazienti per i quali la terapia con ciclosporina e altre terapie
standard non hanno avuto gli effetti desiderati”.
Il farmaco viene erogato dalle farmacie ospedaliere e
territoriali con la presentazione di una ricetta medica compilata
da un dermatologo. “Garantire ai pazienti un equo e rapido
accesso ai farmaci 
piu’ innovativi in modo omogeneo sul
territorio nazionale, confermare la validita’ dei piani
terapeutici e informare malati e personale medico sulle reali
condizioni di rischio – ha concluso Petraglia – sono punti su cui
bisogna assolutamente lavorare per la fase II, nell’ottica di
aiutare le persone con malattie croniche, proprio come la
dermatite atopica, che sono esposte a maggior rischio in caso di
contagio da Covid-19″. Al webinar, moderato da Ilaria Ciancaleoni Bartoli, direttore Osservatorio Malattie Rare, hanno partecipato anche Vito De Filippo, della Commissione XII Affari Sociali della Camera, e Roberta Venturi, responsabile Sportello Legale Osservatorio Malattie Rare.

Fonte agenzia Dire