Scuola pubblica laica?

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Da qualche anno nella scuola pubblica italiana è invalsa la moda di proporre, o meglio, inculcare, agli alunni, la pratica dello yoga e la festa degli alberi.  Lo yoga, anche se presentato come pratica respiratoria volta ad ottenere benefici psichici e corporali, è l’anticamera per fondere l’atmam al brahma, cioè il soffio vitale individuale (il sè) all’ energia cosmica collettiva (il tutto). In altre parole, una pratica religiosa. La festa degli alberi invece, era un’usanza antichissima e si svolgeva durante i riti popolari religiosi. L’albero infatti, rappresenta la vita del cosmo, la sua densità, la sua proliferazione, generazione e rigenerazione, e in quanto vita inesauribile, corrisponde all’immortalità. Ma non solo, durante la rivoluzione francese, i valori simbolici classici e cristiani vennero sostituiti da quelli laici, legati al culto della terra che si rigenera. In questo modo il popolo francese credeva di poter ritrovare i valori persi e ricominciare una nuova vita. Appare lapalissiano che le due “pratiche” appaiono solo apparentemente lontane, in realtà accomunate da una sorta di neo paganesimo che si pone in contrasto con le verità cristiane. E fortuna che la scuola pubblica si dichiara laica.
Gianni Toffali

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