Sos partita Iva: “Sì a salario minino, ma riducendo il cuneo fiscale”

Il presidente di SOS partita IVA, Andrea Bernaudo, interviene sul cosiddetto ‘salario minimo orario’ allo studio del Governo

ROMA – “L’approccio politico del ministro del Lavoro Di Maio al tema del salario minimo orario è sbagliato. Non ci sono da una parte i ‘buoni’ (cioè quelli come lui) che vogliono portare il salario orario a 9 euro e i cattivi (cioè le imprese) che invece vogliono sfruttare i lavoratori”. Così interviene il presidente di SOS partita IVA, Andrea Bernaudo sul cosiddetto ‘salario minimo orario’ allo studio del Governo.

“La realtà è che l’Italia ha una pressione fiscale reale– spiega Bernaudo- sulle imprese oltre il 65% contro la pressione fiscale media dei paesi OCSE che è al 34%. Dobbiamo misurarci con una zavorra interna di tasse sulle imprese, sui dividendi, oneri previdenziali, burocrazia, costi per energia e spesa pubblica che schiaccia qualsiasi anelito di impresa e mortifica la creatività imprenditoriale degli italiani. In materia di ‘salario orario minimo garantito’ ci sembra avere le idee più chiare il sottosegretario al lavoro Claudio Durigon”.

“Quando Durigon- continua nella nota- parla di provvedimento che deve avere almeno costi invariati per le imprese, coglie nel segno. Siamo tutti d’accordo- conclude il presidente di SOS partita IVA – nel rendere il lavoro dignitoso e i salari orari più alti, ma a patto che sia lo stato a limitare la propria rapacità sulle imprese e a diminuire il cuneo fiscale, e non diventi, come temiamo, un’ulteriore tassa per le imprese, che già chiudono e se possono delocalizzano per fuggire giustamente dall’inferno fiscale italiano. La vera sfida è farle rinascere e ritornare”.

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