Sportelli bancari: 555 comuni privi di sportelli bancari

Il numero di comuni con la presenza di uno sportello bancario è fortemente diminuito negli ultimi venti anni in Italia. Dall’elaborazione, del Centro Studi Uilca “Orietta Guerra” su dati della Banca d’Italia emerge che sono 555 i comuni che alla fine del 2018 sono, rispetto al 1998 privi di sportelli bancari. Questa contrazione del 9,4 % a livello nazionale nel ventennio non è stata omogenea in tutto il Paese e ha colpito soprattutto le regioni del sud d’Italia, come la Sicilia (-17%), la Calabria (-26,1%), la Sardegna (–15,2%), la Campania (-14,4%), ma non risparmiando neppure grandi regioni come il Piemonte (-15,2%) o il Lazio (-13,7%).

“Oggi il 67,83% dei comuni italiani vede la presenza di uno sportello bancario ma il gap tra nord e sud del paese anche su questo dato evidenza un meridione in affanno, dove solo 59,37% dei comuni, rispetto al 70,34 del nord vede la presenza di una filiale bancaria” – le parole di Roberto Telatin, Responsabile del “Centro Studi Uilca Orietta Guerra”.

“Pur consapevoli che le banche digitali tramite web e smartphone permettono di compiere molte operazioni prima svolte in filiale, non possiamo nascondere che la desertificazione bancaria in atto evidenza le difficoltà economiche di certe aree del Paese a cui spesso la politica ha promesso risultati mai realizzati che hanno generato fenomeni migratori che indeboliscono la società locale e ne aumentano la fragilità” – afferma il Segretario Generale Massimo Masi.

Oggi non mancano i prodotti bancari per la popolazione, ma vi è difficoltà di accedervi a causa del gap tecnologico, o delle carenze infrastrutturali nel territorio che rendono difficoltosi soprattutto per gli anziani raggiungere gli sportelli bancari e dunque il loro denaro. Dovremo chiederci se la sempre maggiore crescita dei servizi finanziari erogati dalle Poste italiane, non sia originato anche da una presenza capillare degli uffici postali che erogano servizi sulle piazze spesso abbandonate dal sistema bancario. Pensare che un sistema bancario rimanga nel tempo immutato, anche difronte ai cambiamenti economici e tecnologici è pura follia, come lo è pensare di tenere aperte filiali in zone dove le imprese o fuggono o non ci sono e dove si vive con un reddito che è sovente di pura sussistenza. “Crediamo che la risposta del Governo Nazionale e di quelli Regionali alla richiesta di molti sindaci di riaprire gli sportelli bancari per garantire un minino di servizi finanziari alla popolazione debba passare attraverso la creazione delle condizioni economiche e infrastrutturali che facciano da volano per attrare imprese e siti produttivi, affinché si sviluppino queste aree coinvolte nel processo di desertificazione bancaria” – continua Masi. “Solo, cosi i giovani resteranno accanto meno giovani e potranno accompagnarli nelle trasformazioni digitali e anche nell’utilizzo dei canali bancari digitali, ma soprattutto creeranno benessere e ricchezza nel Paese”.