Stasera vertice di governo, Salvini: “Giù le tasse, basta tirarla in lungo”

Stasera è in programma un incontro tra Salvini, Di Maio e il premier Conte. Il leader grillino vuole un sì sul salario minimo

ROMA – “Stasera mi aspetto un sì sul salario minimo, mi aspetto che la Lega ritiri gli emendanti che fermano il salario minimo, mi aspetto un sì sulla riforma fiscale e al taglio dei privilegi parlamentari“. Così il vicepremier Luigi Di Maio a Radio Cusano Campus, sul vertice di stasera con Matteo Salvini e Giuseppe Conte. “Il vertice andrà bene se rimetteremo al centro i cittadini”, aggiunge.

SALVINI A DI MAIO: SALARIO MINIMO? SOLO CON MENO TASSE

“L’unico modo per far scendere il debito è far lavorare gli italiani. Se gli italiani lavorano e pagano le tasse, il debito scende, lo ribadirò a Conte e Tria. All’amico Di Maio, con cui c’è ritrovata e spero duratura sintonia, dico che sono disponibilissimo a ragionare sul salario minimo per i lavoratori, ma sono le imprese che lo garantiscono e quindi se non riduci la pressione fiscale sulle imprese come fanno a garantirlo? Noi le idee le abbiamo chiare…”. Così Matteo Salvini, in conferenza stampa a Milano.

SALVINI: GIÙ LE TASSE, BASTA TIRARLA IN LUNGO

“L’agenda” di governo deve mettere “al centro il lavoro, la battaglia per diminuire la disoccupazione: e questo lo si fa con meno tasse: meno tasse equivale a meno disoccupati”. Così Matteo Salvini, in conferenza stampa a Milano. “Io sto al governo se posso aiutare gli italiani- aggiunge- se qualcuno pensa di stare al governo per tirarla in lungo o crescere dello zero virgola non è ciò di cui hanno bisogno gli italiani; gli italiani chiedono di lavorare di più”.

SALVINI A CONTE: SERVE EQUILIBRIO, NON VOGLIO LITIGARE

“Il voto amministrativo non serve per battaglie politiche interne, non serve per cercare lo scontro: non abbiamo voglia di litigare o scontrarci con nessuno. Serve per cercare equilibrio nell’interesse degli italiani. Lo ribadisco e lo ribadirò stasera al presidente del Consiglio”. Lo dice Matteo Salvini, in conferenza stampa a Milano.

«Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it» Antonio Bravetti