Tirreno, Grasso e Bonavigo (Fit-Cisl Lazio) Da DG dichiarazioni offensive nei confronti dei lavoratori

“Sono dichiarazioni offensive nei confronti dei lavoratori e decisamente inopportune”, è
questo il netto ammonimento che il Sub Commissario alla Mobilità e il Dirigente che segue il settore delle Attività Ferroviarie della Fit Cisl del Lazio, Eliseo Grasso e Fabio Bonavigo, hanno rivolto alla Direttrice Generale della Tirreno, dott.ssa Valentina San Felice da Bagnoli, facendo seguito alle dichiarazioni rilasciate da lei su un noto quotidiano nazionale.
“E’ inaccettabile – continuano i sindacalisti – la superficialità con la quale la DG della Tirreno ha affrontato la seria questione dei continui ritardi a cui i lavoratori delle pulizie degli impianti ferroviari devono far fronte da oltre un anno a questa parte, nonostante le previsioni contrattuali indichino nel giorno 20 del mese il termine ultimo per la corresponsione delle competenze. Si tratta di lavoratori e di famiglie che vivono del loro stipendio che non è lontanamente paragonabile a quello di dirigenti e responsabili aziendali, che hanno evidentemente inciso negativamente sulla Società. Si ricorda a tal proposito alla spettabile dottoressa che la forte esposizione debitoria, per la quale la Tirreno ha presentato domanda di ricorso alla procedura concorsuale del concordato preventivo, non è imputabile ai lavoratori, che sono al più le vittime di questa situazione, ma piuttosto a una cattiva gestione economico-amministrativa da parte del management.
In merito alla strumentalizzazione da parte della Tirreno circa la richiesta dell’utilizzo dello strumento del contratto di solidarietà, sarebbe opportuna, prima di ricorrere ad ammortizzatori sociali che insistono sulle casse pubbliche e che comunque rappresentano uno svantaggio in termini economici per i lavoratori, una maggiore chiarezza rispetto al piano di rientro che la Società intende sostenere per uscire dalla grave crisi in cui versa. Strano è infatti che una tale richiesta avvenga a distanza di un anno dall’apertura della crisi quando dovrebbero essere già definiti i piani societari di riordino”.
“La Fit-Cisl del Lazio – concludono i responsabili sindacali – non è mai venuta meno al proprio compito di salvaguardia del lavoro, dei lavoratori e quindi delle aziende che operano in modo sano”.

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