Voci dal Digeat 2019, esperti spiegano il digitale in Italia

DIRE) Roma, 11 lug. – Il DigEat 2019, l’evento organizzato da
Anorc al Teatro Eliseo di Roma lo scorso 30 maggio e dedicato a
imprese e Pa, ha fatto il punto sullo stato della trasformazione
digitale, della conservazione dei dati e del rispetto della
privacy in Italia, in una giornata che ha visto alternarsi
interventi, interviste, tavole rotonde, ma anche performance
musicali e intermezzi di puro intrattenimento.
   Molte sono state le testimonianze di alcuni tra i piu’
autorevoli professionisti del settore. “Il grande problema della
pubblica amministrazione e che non cambia i processi e non
cambiando i processi cerca di digitalizzare quello che gia’ c’e'”
ha detto Carlo Mochi Sismondi, presidente di Forum Pa. Per far
cambiare i processi- ha continuato- dobbiamo aiutare la Pa a non
aver paura di sperimentare, a non aver paura del nuovo e a
prendersi dei rischi. Giornate come questa- ha aggiunto
riferendosi al Dig.Eat 2019- che contaminano culture diverse e
fanno venire nello stesso luogo tante esperienze da tutta Italia,
sono estremamente utili per rassicurare gli addetti ai lavori. Il
digitale e’ un ecosistema in cui possono vivere delle riforme che
facciano progredire il Paese”.Altra prestigiosa partecipazione quella
del fondatore di Key4biz, Raffaele Barberio, che ha affrontato il
tema della ‘sovranita’ digitale’ e delle possibili minacce, come
l’utilizzo, da parte di ignoti, di informazioni liberamente
rintracciabili online. “Abbiamo l’esigenza di sollecitare la
classe politica nell’adottare scelte idonee: quando un Paese
viene espropriato del controllo diretto o indiretto dei dati dei
propri cittadini, perde la capacita’ di governo. C’e’ il rischio
di perdere il controllo e la sovranita’ su quello che facciamo in
rete. Urgono delle misure adeguate per fare in Italia quello che
altri paesi stanno gia’ facendo, penso a Francia, Germania e
Spagna- ha spiegato- Paesi che molto accortamente stanno
modificando le loro norme proprio per fare in modo che il
patrimonio informativo dei cittadini sia adeguatamente tutelato”.
   Il professor Francesco Pizzetti, ordinario in Diritto
costituzionale all’Universita’ di Torino, in occasione del suo
intervento sul palco dell’Eliseo, ha invece puntato il dito sui
“grandissimi ritardi dell’Europa nello sviluppo dell’economia
digitale. L’Europa e’ in crisi economica dovuta i ritardi
accumulati nella capacita’ di padroneggiare l’economia digitale.
Adesso e’ importante tutelare un ecosistema digitale uniforme e
condiviso. Per questo e’ fondamentale avere regole- ha aggiunto-
come quelle che ci ha dato l’Europa: quelle sui dati personali,
sui dati non personali, una proposta sul riuso delle informazioni
della pubblica amministrazione, indicazioni per
l’interoperabilita’, la normativa sul riuso. La quantita’ di
regolazione prodotta in questi anni e’ piu’ che sufficiente a
innescare una grandissima capacita’ di sviluppo dell’economia
digitale. Il problema e’ se i governi siano capaci di farlo, se
siano davvero capaci di costruire le infrastrutture digitali,
cominciando dal 5G”.