Whirlpool, i sindacati: “Otto ore di sciopero e blocco degli straordinari”

Nello stabilimento di Napoli è in corso l’assemblea dei lavoratori per discutere con i sindacati l’esito del tavolo di ieri al ministero dello Sviluppo Economico

NAPOLI – È iniziata nello stabilimento Whirlpool di Napoli l’assemblea dei lavoratori chiamati a discutere con i sindacati l’esito del tavolo di ieri al ministero dello Sviluppo Economico.

La multinazionale americana ha confermato la chiusura della fabbrica, posticipandola al 31 ottobre, mentre il governo ha dato mandato ad Invitalia di cercare un nuovo investitore.

“La posizione dei sindacati uniti è che non ci sono soluzioni alternative: a Napoli si deve continuare a produrre lavatrici. Non siamo disponibili a processi di riconversione e metteremo in moto tutte le iniziative di lotta necessarie”, spiega alla Dire Rosario Rappa, segretario generale della Fiom-Cgil di Napoli, confermando lo sciopero di 8 ore in tutti gli stabilimenti Whirlpool e il blocco degli straordinari. In programma c’è anche una manifestazione nazionale.

“L’atteggiamento del governo è insufficiente”, aggiunge Rappa, sottolineando che le tensioni registrate ieri al termine del tavolo al Mise tra sindacati e lavoratori “sono rientrate. Sindacati e lavoratori – assicura – sono uniti, il rapporto è saldo”.

LAVORATORI DELUSI DALL’ATTEGGIAMENTO DEL GOVERNO

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“Siamo delusi dall’atteggiamento del governo”, dice Vincenzo Accurso, operaio della Whirlpool di Napoli, durante l’assemblea di lavoratori e sindacati in corso nella fabbrica di via Argine. “Il governo – sottolinea – avrebbe dovuto far rispettare gli accordi presi con Whirlpool a ottobre 2018. La soluzione Invitalia ci può servire solo a capire i numeri della fabbrica, quali sono le perdite di questo stabilimento, visto che Whirlpool non li rende noti. Per noi si deve rilanciare il sito e bisogna rispettare l’accordo”.

La resistenza dei lavoratori, nonostante l’annunciata chiusura al 31 ottobre del sito di Napoli, “non si ferma – assicura Accurso -, dobbiamo resistere fino alla fine. Non abbiamo una seconda via, dobbiamo difendere il nostro diritto al lavoro”.


Nadia Cozzolino
«Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»