Non c’è sostenibilità senza giustizia sociale»Piergiorgio Benvenuti, Presidente di Ecoitaliasolidale: «L’ecologia integrale è il fondamento del nostro impegno: ambiente, solidarietà e pace devono procedere insieme, garantendo dignità e servizi essenziali alle persone più fragili».
In occasione della Giornata mondiale per l’eliminazione della povertà del 17 ottobre, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1992, Ecoitaliasolidale richiama l’attenzione sulla necessità di affrontare congiuntamente le emergenze ambientali e le disuguaglianze sociali, garantendo a tutti il diritto a una vita dignitosa.
La ricorrenza ricorda l’iniziativa di padre Joseph Wresinski che, il 17 ottobre 1987, riunì circa 100.000 persone al Trocadéro di Parigi per manifestare contro la miseria e riaffermare il legame tra povertà e violazione dei diritti umani. Un messaggio ancora attuale: «Laddove gli uomini sono condannati a vivere nella miseria, i diritti dell’uomo sono violati. Unirsi per farli rispettare è un dovere sacro».
I dati internazionali confermano la portata della sfida. Secondo il rapporto 2025 del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP), 1,1 miliardi di persone in 109 Paesi vivono in condizioni di povertà multidimensionale, tra cui 586 milioni di bambini. La povertà non significa soltanto mancanza di reddito, ma anche privazione di un’abitazione adeguata, alimentazione, istruzione, energia e servizi essenziali.
Sul fronte abitativo, oltre 2,8 miliardi di persone nel mondo affrontano qualche forma di inadeguatezza della propria sistemazione. Il tema scelto per la ricorrenza del 2026, «Case sicure per tutti», sottolinea come una casa adeguata sia fondamentale per la salute, la sicurezza, il lavoro, l’istruzione e la dignità della persona.
Anche in Italia, pur in un quadro che presenta alcuni miglioramenti, secondo i dati ISTAT relativi al 2025 sono ancora circa 5,4 milioni le persone in condizione di povertà assoluta, appartenenti a oltre 2,1 milioni di famiglie. Una situazione che rende necessario proseguire negli interventi di sostegno alle famiglie, nell’accesso alle cure, nell’assistenza alle persone più fragili e nel contrasto all’emergenza abitativa.
A questo scenario si aggiungono le conseguenze dei conflitti armati in corso nel mondo, che distruggono abitazioni e infrastrutture, provocano sfollamenti e compromettono l’accesso all’acqua, al cibo e all’assistenza sanitaria. Le tensioni in Medio Oriente incidono inoltre sui mercati energetici e possono aumentare i costi dei fertilizzanti, della produzione agricola e dei trasporti, con ripercussioni sui prezzi alimentari e sulle famiglie a basso reddito. La pace è anche una condizione essenziale per la sicurezza alimentare e per uno sviluppo sostenibile.
«L’ecologia integrale è il fondamento della visione e dell’impegno di Ecoitaliasolidale, in sintonia con l’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco: la tutela dell’ambiente non può essere separata dalla giustizia sociale e dalla dignità umana», dichiara Piergiorgio Benvenuti, Presidente di Ecoitaliasolidale.
«Da tempo sosteniamo la necessità di andare oltre il PIL, che misura la produzione economica ma non restituisce, da solo, un quadro completo del benessere, delle disuguaglianze e dello stato di salute dell’ambiente. Proponiamo quindi di affiancare agli indicatori economici e sociali nuovi strumenti di valutazione, a partire dal GEP (Green Economic Product), che punta a riconoscere il contributo della natura e degli ecosistemi allo sviluppo e a considerare i costi ambientali delle attività umane.
A questo si affianca l’impronta ecologica, sviluppata nei primi anni Novanta da William Rees e Mathis Wackernagel e introdotta nel 1996 in un documento ufficiale del governo giapponese. Si tratta di uno strumento che misura la pressione dei consumi sulle risorse biologiche del pianeta. GEP e impronta ecologica, insieme agli indicatori sociali e ambientali, possono contribuire a una valutazione più completa del progresso.
Questa visione deve tradursi in un modello di sviluppo capace di promuovere ricerca scientifica, innovazione tecnologica sostenibile, mobilità a basso impatto e fonti energetiche alternative, senza trascurare le conseguenze sociali della transizione. Non può esserci una vera sostenibilità se milioni di persone non hanno accesso a una casa dignitosa, alle cure, a un’alimentazione adeguata e ai servizi essenziali. Le guerre e le crisi internazionali rendono ancora più evidente quanto ambiente, sicurezza energetica, alimentazione e diritti fondamentali siano interconnessi».
Ecoitaliasolidale invita quindi a considerare la sostenibilità non soltanto come una questione ambientale o economica, ma come un impegno complessivo per migliorare la qualità della vita, ridurre le disuguaglianze e tutelare le risorse naturali.
«Il progresso non può essere misurato soltanto da quanto produciamo, ma anche dalla qualità della vita, dall’uso responsabile delle risorse e dalla capacità di non lasciare indietro nessuno. È questa la sfida dell’ecologia integrale: prenderci cura insieme delle persone e della nostra casa comune», conclude Benvenuti.

