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CARABINIERI: COMBATTIMENTI TRA PITBULL E MALTRATTAMENTO DI ANIMALI, PERQUISIZIONI E SEQUESTRI IN PIÙ REGIONI

In data 15 ottobre 2026, Ufficiali ed agenti di Polizia Giudiziaria appartenenti ad una pluralità di reparti (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale – Agroalimentare e Forestale di Parma, Reparto Operativo CITES –SOARDA, militari del Centro Anticrimine Natura di Catania, del Nucleo CITES di Venezia e dei NIPAAF di Bergamo, Pavia, Pisa, Grosseto e Rieti, con il supporto dei Comandi Provinciali Carabinieri competenti per territorio) hanno dato esecuzione a decreti di perquisizione e sequestro adottati dalla Procura della Repubblica di Parma nell’ambito di una vasta indagine ivi pendente da circa un anno, che ha ad oggetto il contrasto ad un fenomeno, apparso diffuso in varie zone del territorio nazionale, del combattimento tra animali, che spesso si traduce in veri e propri maltrattamenti degli animali stessi.

Nell’indagine (avviata a partire dal 2025 dai Carabinieri del NIPAAF di Parma e del Reparto Operativo CITES –SOARDA) appaiono coinvolte dodici persone, dislocate in varie province (Parma, Bergamo, Venezia, Pisa e Rieti), a carico delle quali si ipotizzano, a vario titolo, i reati di cui all’art. 544-ter c.p. (“maltrattamento di animali”, articolo che punisce con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da 5.000 a 30.000 euro chiunque “per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche”) e 544-quinquies, comma 1 (che punisce con la reclusione da due a quattro anni e con la multa da 50.000 a 160.000 euro chiunque “promuove, organizza o dirige combattimenti o competizioni non autorizzate tra animali che possono metterne in pericolo l’integrità fisica”) e comma 3 c.p. (che punisce con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 5.000 a 30.000 euro chiunque “allevando o addestrando animali li destina sotto qualsiasi forma e anche per il tramite di terzi alla loro partecipazione ai combattimenti” e punisce inoltre i proprietari o i detentori degli animali impiegati nei combattimenti e nelle competizioni, qualora siano consenzienti).

L’esecuzione dei provvedimenti giudiziari citati ha consentito di accertare la presenza di tapis roulant, catene pesanti e collari con tasche per alloggiamento di pesi, farmaci steroidei con calendari e agende per i rigidi programmi di doping, ring standardizzato con assi di legno e tappeto sintetico: è con tali strumenti che -secondo l’incolpazione provvisoria- sarebbero stati cresciuti, sin da cuccioli, addestrati e indirizzati al circuito senza via d’uscita dei combattimenti i 24 pitbull sequestrati nelle province di Parma, Bergamo, Venezia, Pisa e Rieti, a seguito dell’indagine in questione.

Così gli inquirenti hanno potuto disvelare l’esistenza di un gruppo di persone, residenti nel centro-nord Italia e in Serbia, a vario titolo implicate nella partecipazione, organizzazione e promozione di combattimenti tra pitbull presso l’arena rinvenuta e sequestrata nel territorio parmense (Tizzano Val Parma) nel 2025.

L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Parma, ha inteso approfondire l’effettiva dimensione del fenomeno indagato, ampliando le risultanze investigative emerse dall’esame delle informazioni veicolate dagli indagati su siti internet e altri canali social network e di messaggistica, ove venivano diffusi video e immagini degli scontri allo scopo di accrescere il valore economico dei pitbull combattenti.

Significativa è risultata, infine, l’analisi dei passaporti esteri dei pitbull, illecitamente importati da allevamenti situati in Serbia grazie all’opera di addestratori, trafficanti e veterinari stranieri compiacenti.

Con il presente comunicato si intendono sottolineare, in definitiva, i seguenti aspetti che denotano laparticolare rilevanza pubblica dei fatti:

  • in primo luogo, la dimensione del fenomeno, che è apparso di proporzioni per nulla ridotte, e la sua estensione in varie località, al di fuori del limitato ambito della provincia di parma;
  • in secondo luogo, il coinvolgimento di numerosi animali, le cui potenzialità offensive sono state sfruttate per adibirli a combattimenti, ovviamente pericolosi per la salute e la vita degli stessi animali;
  • in terzo luogo, l’importanza della sinergia tra i reparti investigativi, i medici veterinari delle AUSL regionali e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale per gli accertamenti d’indagine riguardanti l’identificazione dei pitbull impiegati nei combattimenti.

Si evidenzia, infine, che il provvedimento è stato emesso sulla scorta degli elementi indiziari acquisiti in fase di indagine preliminare. Pertanto, in attesa di giudizio, trova applicazione, per tutti gli indagati, il principio di presunzione di innocenza.

Per mere finalità esplicative, si allegano foto riguardanti la vicenda portata alla luce.

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