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	<title>Elisabetta Spanu - Il Giornale del Lazio</title>
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	<description>Giornale Telematico di Informazione e Attualità</description>
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		<title>Desiderio e repressione: Elisabetta Spanu e Alessio Caliandroda Blue Room per «Frammenti di un discorso filosofico»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Erika Ciancio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2026 17:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[Alessio Caliandroda]]></category>
		<category><![CDATA[Elisabetta Spanu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 5 e il 7 novembre due incontri per il festival Letterature senza esercito. In apertura, l’anteprima di «Dodici chicchi d’uva» di Elisabetta Spanu, nella nuova edizione di Connessioni Editore. Il desiderio e le forme della sua repressione nella cultura occidentale sono al centro di&#160;Frammenti di un discorso filosofico, la rassegna curata dal Comitato Inchiostro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Il 5 e il 7 novembre due incontri per il festival Letterature senza esercito. In apertura, l’anteprima di «Dodici chicchi d’uva» di Elisabetta Spanu, nella nuova edizione di Connessioni Editore.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il desiderio e le forme della sua repressione nella cultura occidentale sono al centro di&nbsp;<strong>Frammenti di un discorso filosofico</strong>, la rassegna curata dal Comitato Inchiostro e da Alessio Caliandro nell’ambito del festival&nbsp;<strong>Letterature senza esercito</strong>. Due gli appuntamenti, entrambi alle&nbsp;<strong>ore 18 alla Libreria Blue Room, in via Paolo Albera 55-57 a Roma</strong>: giovedì&nbsp;<strong>5 novembre</strong>, con Elisabetta Spanu, e sabato&nbsp;<strong>7 novembre</strong>, con Massimiliano Catoni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo incontro prenderà avvio dall’anteprima di&nbsp;<em>Dodici chicchi d’uva</em>&nbsp;di Spanu, in dialogo con Caliandro, autore di&nbsp;<em>Gli incarnati</em>. Il secondo allargherà il confronto alla filosofia del Novecento, da Sartre a Foucault, attraverso il dialogo tra Caliandro e Catoni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli incontri fanno parte di&nbsp;<em>Letterature senza esercito</em>, il festival ecoletterario diffuso in corso a Roma dal 3 ottobre al 21 novembre 2026, organizzato da APS Mondoscrittura su progettazione del Centro Culturale Connessioni. Un programma che porta narrativa, poesia e dibattito culturale nelle librerie, nelle biblioteche, nelle università e nei quartieri della città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A delineare il percorso della rassegna è&nbsp;<strong>Alessio Caliandro</strong>: «C’è un desiderio originario da liberare dalle catene della repressione o il desiderio non può fare a meno del limite e della trasgressione per dispiegare la propria forza dirompente? In altri termini: il desiderio precede o eccede la repressione? Ho provato a rispondere a queste domande nel mio romanzo&nbsp;<em>Gli incarnati</em>. Ne parleremo insieme il 5 e il 7 novembre all&#8217;interno di Letterature senza esercito».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pubblicato da&nbsp;<strong>Rubbettino</strong>&nbsp;e finalista alla&nbsp;<strong>XXXVI edizione del Premio Italo Calvino</strong>,&nbsp;<em>Gli incarnati</em>&nbsp;ambienta il conflitto tra desiderio e repressione in una Roma distopica e alienante. Il protagonista cerca una via di fuga dalle frustrazioni quotidiane attraverso un’ossessione erotica che arriva a trasformarne il corpo. La vicenda mette in scena una spinta alla liberazione dai vincoli sociali e familiari, affidando alla carne e alle sue pulsioni una forza capace di sconvolgere l’esistenza individuale e l’ordine collettivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Al centro dell’appuntamento del 5 novembre sarà l’anteprima della nuova edizione riveduta di&nbsp;</strong><strong><em>Dodici chicchi d’uva</em></strong><strong>, pubblicata da Connessioni Editore con una nota di lettura di Viviana Viviani.</strong>&nbsp;Uscito per la prima volta nel 2013, il romanzo di Elisabetta Spanu esplora il desiderio femminile attraverso una voce esplicita, ironica e capace di mettere in discussione se stessa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Racconta&nbsp;<strong>Elisabetta Spanu</strong>: «Il desiderio per una donna può esistere spogliato di ogni sovrastruttura, legato esclusivamente al corpo o al contrario è sempre necessario uno stimolo esterno al corpo stesso che gli dia credibilità? Quanto mente e corpo vanno effettivamente appaiati? E inoltre la repressione, per una donna, viene veicolata direttamente dall’esterno oppure introiettata all’interno in forma di senso di colpa? Questo ho cercato di capire nei Dodici chicchi d’uva e ne parlerò con Alessio Caliandro il 5 novembre nell’ambito del Festival Letterature senza esercito».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a></a>La vicenda comincia con un equivoco: una donna italiana di quarantacinque anni, trasferita a Madrid, cerca in rete un vecchio amico e incontra invece uno sconosciuto. Da uno scambio di battute e citazioni nasce una relazione virtuale con un uomo chiamato Coco, destinata a incidere profondamente sulla sua vita. Sposata in seconde nozze e madre di un’adolescente, la protagonista si trova a fare i conti con una passione che attraversa la quotidianità familiare e modifica la percezione del proprio corpo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ambientato a partire dal 2006, il romanzo racconta un’intimità costruita attraverso chat, email e messaggi. Le parole alimentano l’immaginazione, producono attese, entrano nella vita concreta: la distanza fisica diventa parte della relazione e della sua forza destabilizzante. Il titolo richiama la tradizione spagnola dei dodici chicchi d’uva mangiati ai rintocchi della mezzanotte di Capodanno, trasformata nel racconto in una fantasia erotica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla scoperta del desiderio si accompagna una continua osservazione di sé, dei propri slanci e delle proprie contraddizioni. La protagonista espone fragilità, esitazioni e autoinganni con una comicità che attraversa anche i passaggi più intimi. Il rapporto tra esperienza virtuale e vita quotidiana diventa così un terreno sul quale interrogare la libertà, il matrimonio, le aspettative sociali e la conoscenza del proprio corpo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella nota di lettura,&nbsp;<strong>Viviana Viviani</strong>&nbsp;sottolinea proprio la forza dell’autoironia: «L’ironia è la qualità più costante di questa scrittura, ed è quasi sempre rivolta contro chi la esercita». Uno sguardo che accompagna il racconto della passione senza risparmiare alla protagonista domande scomode e momenti di disincanto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A evidenziare il valore del romanzo è anche il giornalista e critico letterario&nbsp;<strong>Mario De Santis</strong>, che lo definisce: «Un vero libro sull’eros… l’unico che ha qualcosa di intelligente da dire».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>5 e 7 novembre 2026, ore 18</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Libreria Blue Room — via Paolo Albera 55-57, Roma</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ingresso gratuito.</p>



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