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Desiderio e repressione: Elisabetta Spanu e Alessio Caliandroda Blue Room per «Frammenti di un discorso filosofico»

Il 5 e il 7 novembre due incontri per il festival Letterature senza esercito. In apertura, l’anteprima di «Dodici chicchi d’uva» di Elisabetta Spanu, nella nuova edizione di Connessioni Editore.

Il desiderio e le forme della sua repressione nella cultura occidentale sono al centro di Frammenti di un discorso filosofico, la rassegna curata dal Comitato Inchiostro e da Alessio Caliandro nell’ambito del festival Letterature senza esercito. Due gli appuntamenti, entrambi alle ore 18 alla Libreria Blue Room, in via Paolo Albera 55-57 a Roma: giovedì 5 novembre, con Elisabetta Spanu, e sabato 7 novembre, con Massimiliano Catoni.

Il primo incontro prenderà avvio dall’anteprima di Dodici chicchi d’uva di Spanu, in dialogo con Caliandro, autore di Gli incarnati. Il secondo allargherà il confronto alla filosofia del Novecento, da Sartre a Foucault, attraverso il dialogo tra Caliandro e Catoni.

Gli incontri fanno parte di Letterature senza esercito, il festival ecoletterario diffuso in corso a Roma dal 3 ottobre al 21 novembre 2026, organizzato da APS Mondoscrittura su progettazione del Centro Culturale Connessioni. Un programma che porta narrativa, poesia e dibattito culturale nelle librerie, nelle biblioteche, nelle università e nei quartieri della città.

A delineare il percorso della rassegna è Alessio Caliandro: «C’è un desiderio originario da liberare dalle catene della repressione o il desiderio non può fare a meno del limite e della trasgressione per dispiegare la propria forza dirompente? In altri termini: il desiderio precede o eccede la repressione? Ho provato a rispondere a queste domande nel mio romanzo Gli incarnati. Ne parleremo insieme il 5 e il 7 novembre all’interno di Letterature senza esercito».

Pubblicato da Rubbettino e finalista alla XXXVI edizione del Premio Italo Calvino, Gli incarnati ambienta il conflitto tra desiderio e repressione in una Roma distopica e alienante. Il protagonista cerca una via di fuga dalle frustrazioni quotidiane attraverso un’ossessione erotica che arriva a trasformarne il corpo. La vicenda mette in scena una spinta alla liberazione dai vincoli sociali e familiari, affidando alla carne e alle sue pulsioni una forza capace di sconvolgere l’esistenza individuale e l’ordine collettivo.

Al centro dell’appuntamento del 5 novembre sarà l’anteprima della nuova edizione riveduta di Dodici chicchi d’uva, pubblicata da Connessioni Editore con una nota di lettura di Viviana Viviani. Uscito per la prima volta nel 2013, il romanzo di Elisabetta Spanu esplora il desiderio femminile attraverso una voce esplicita, ironica e capace di mettere in discussione se stessa.

Racconta Elisabetta Spanu: «Il desiderio per una donna può esistere spogliato di ogni sovrastruttura, legato esclusivamente al corpo o al contrario è sempre necessario uno stimolo esterno al corpo stesso che gli dia credibilità? Quanto mente e corpo vanno effettivamente appaiati? E inoltre la repressione, per una donna, viene veicolata direttamente dall’esterno oppure introiettata all’interno in forma di senso di colpa? Questo ho cercato di capire nei Dodici chicchi d’uva e ne parlerò con Alessio Caliandro il 5 novembre nell’ambito del Festival Letterature senza esercito».

La vicenda comincia con un equivoco: una donna italiana di quarantacinque anni, trasferita a Madrid, cerca in rete un vecchio amico e incontra invece uno sconosciuto. Da uno scambio di battute e citazioni nasce una relazione virtuale con un uomo chiamato Coco, destinata a incidere profondamente sulla sua vita. Sposata in seconde nozze e madre di un’adolescente, la protagonista si trova a fare i conti con una passione che attraversa la quotidianità familiare e modifica la percezione del proprio corpo.

Ambientato a partire dal 2006, il romanzo racconta un’intimità costruita attraverso chat, email e messaggi. Le parole alimentano l’immaginazione, producono attese, entrano nella vita concreta: la distanza fisica diventa parte della relazione e della sua forza destabilizzante. Il titolo richiama la tradizione spagnola dei dodici chicchi d’uva mangiati ai rintocchi della mezzanotte di Capodanno, trasformata nel racconto in una fantasia erotica.

Alla scoperta del desiderio si accompagna una continua osservazione di sé, dei propri slanci e delle proprie contraddizioni. La protagonista espone fragilità, esitazioni e autoinganni con una comicità che attraversa anche i passaggi più intimi. Il rapporto tra esperienza virtuale e vita quotidiana diventa così un terreno sul quale interrogare la libertà, il matrimonio, le aspettative sociali e la conoscenza del proprio corpo.

Nella nota di lettura, Viviana Viviani sottolinea proprio la forza dell’autoironia: «L’ironia è la qualità più costante di questa scrittura, ed è quasi sempre rivolta contro chi la esercita». Uno sguardo che accompagna il racconto della passione senza risparmiare alla protagonista domande scomode e momenti di disincanto.

A evidenziare il valore del romanzo è anche il giornalista e critico letterario Mario De Santis, che lo definisce: «Un vero libro sull’eros… l’unico che ha qualcosa di intelligente da dire».

5 e 7 novembre 2026, ore 18

Libreria Blue Room — via Paolo Albera 55-57, Roma

Ingresso gratuito.

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