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	<title>la Sagra della Patata di Montagna - Il Giornale del Lazio</title>
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	<description>Giornale Telematico di Informazione e Attualità</description>
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		<title>Muro Lucano celebra la sua identità: la Sagra della Patata di Montagna tra tradizione, cultura e sapori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniela Del Prete]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 18:49:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AMBIENTE]]></category>
		<category><![CDATA[la Sagra della Patata di Montagna]]></category>
		<category><![CDATA[Muro Lucano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tre giornate nelle quali Muro Lucano si trasformerà in un grande percorso del gusto e della cultura popolare. E saranno soprattutto gli stand gastronomici</p>
<p>The post <a href="https://ilgiornaledellazio.it/muro-lucano-celebra-la-sua-identita-la-sagra-della-patata-di-montagna-tra-tradizione-cultura-e-sapori/">Muro Lucano celebra la sua identità: la Sagra della Patata di Montagna tra tradizione, cultura e sapori</a> first appeared on <a href="https://ilgiornaledellazio.it">Il Giornale del Lazio</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dall’11 al 13 settembre</strong> la XV edizione della manifestazione che racconta il legame tra terra, comunità e cucina lucana. <strong>Lungo Via Roma e fino a Piazza Don Minzoni</strong>, tre giorni per riscoprire un patrimonio fatto di sapori, memoria e convivialità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>MURO LUCANO</strong> – Ci sono prodotti che non appartengono soltanto alla cucina di un territorio, ma ne raccontano la storia. <strong>La patata di montagna</strong>, a Muro Lucano, è uno di questi: un alimento semplice, profondamente legato alla civiltà contadina, alle famiglie e a quella cultura della terra che per generazioni ha scandito la vita delle comunità dell’Appennino lucano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È da questo legame che nasce e continua a crescere la <strong>Sagra della Patata di Montagna</strong>, giunta quest’anno alla sua <strong>quindicesima edizione</strong> e in programma l’<strong>11, 12 e 13 settembre</strong>, lungo la panoramica Via Roma e fino a Piazza Don Minzoni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tre giornate nelle quali Muro Lucano si trasformerà in un grande percorso del gusto e della cultura popolare. E saranno soprattutto gli <strong>stand gastronomici</strong> a rappresentare il cuore pulsante della manifestazione, accompagnando i visitatori alla scoperta delle diverse interpretazioni della patata di montagna e, attraverso di essa, di un patrimonio culinario che affonda le proprie radici nella storia delle famiglie lucane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli stand non saranno quindi semplicemente luoghi dove fermarsi a mangiare. Saranno <strong>piccole vetrine dell’identità del territorio</strong>, spazi nei quali incontrare produttori, ristoratori e realtà locali e riscoprire ricette, profumi e preparazioni che appartengono alla memoria collettiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro, naturalmente, ci sarà <strong>la patata di montagna</strong>, proposta nelle sue diverse declinazioni: dalla cucina più strettamente legata alla tradizione alle interpretazioni capaci di rileggere un ingrediente antico attraverso la sensibilità della ristorazione contemporanea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è proprio tra gli stand che prenderà forma uno degli incontri più interessanti della manifestazione, quello tra <strong>tradizione e nuove generazioni</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i protagonisti ci sarà infatti <strong>Domenico Ciaglia</strong>, gestore dell’Hotel della Collina, che porta avanti una consolidata tradizione familiare nell’ospitalità e nella ristorazione. Una presenza che assume un significato particolare perché Domenico è figlio del <strong>Cavaliere Pietro Ciaglia</strong>, figura che ha legato la propria storia professionale alla valorizzazione della cucina e dell’identità lucana.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pietro Ciaglia</strong>, scomparso quasi un anno fa, ha saputo negli anni trasformare i prodotti e le ricette della propria terra in ambasciatori della Lucania, ottenendo numerosi riconoscimenti anche internazionali. Un’eredità che oggi continua attraverso il figlio Domenico e che, all’interno di una sagra nata proprio per custodire e valorizzare le tradizioni locali, acquista un significato ancora più forte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo stand diventa così non soltanto uno spazio gastronomico, ma il <strong>punto d’incontro tra due generazioni</strong>: quella che ha costruito e difeso un’identità culinaria e quella chiamata oggi a raccoglierne il testimone, custodendola e allo stesso tempo facendola evolvere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto a questa esperienza, gli altri stand contribuiranno a comporre un vero e proprio <strong>mosaico della gastronomia locale</strong>. Ogni proposta offrirà un modo diverso di raccontare la patata di montagna e il territorio che la produce, trasformando Via Roma e Piazza Don Minzoni in un itinerario da percorrere attraverso sapori, profumi e storie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio questa pluralità a rappresentare uno degli elementi più interessanti della sagra: non un unico piatto, ma <strong>tanti modi di interpretare lo stesso prodotto</strong>, mantenendo come denominatore comune il rapporto con la terra e con la cultura lucana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La manifestazione sarà accompagnata da <strong>musica, band e momenti di intrattenimento</strong>, facendo del centro cittadino un grande spazio di incontro e partecipazione. Perché la sagra, nella sua forma più autentica, non è soltanto gastronomia: è il momento nel quale <strong>una comunità occupa nuovamente le proprie strade</strong>, si incontra e condivide con chi arriva da fuori ciò che considera parte della propria identità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A rappresentare pienamente questo spirito sarà ancora una volta il tradizionale <strong>“Pranzo in piazza”</strong> della domenica, appuntamento consolidato che unisce cucina, convivialità e paesaggio. Mangiare insieme nel cuore del borgo significa recuperare uno dei gesti più antichi della cultura mediterranea: <strong>sedersi alla stessa tavola e trasformare il cibo in relazione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La XV edizione raccoglie inoltre l’eredità di una manifestazione che negli anni ha ottenuto importanti riconoscimenti, fino alla segnalazione de <strong>Il Sole 24 Ore</strong> tra gli eventi enogastronomici da non perdere in Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un riconoscimento che assume un valore ancora maggiore se letto nella prospettiva della valorizzazione dei piccoli territori. In un tempo nel quale borghi e aree interne cercano nuovi strumenti per raccontarsi, una sagra può diventare anche un importante veicolo di <strong>turismo culturale ed enogastronomico</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per tre giorni, dunque, gli stand di Muro Lucano diventeranno <strong>tante piccole porte d’ingresso nella cultura lucana</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dietro ogni preparazione ci saranno un prodotto, una ricetta, una famiglia o una storia. E dietro la patata di montagna ci sarà soprattutto <strong>una comunità che continua a riconoscersi nella propria terra</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché custodire una tradizione non significa semplicemente ricordarla. Significa <strong>continuare a farla vivere, cucinarla e condividerla</strong>.</p><p>The post <a href="https://ilgiornaledellazio.it/muro-lucano-celebra-la-sua-identita-la-sagra-della-patata-di-montagna-tra-tradizione-cultura-e-sapori/">Muro Lucano celebra la sua identità: la Sagra della Patata di Montagna tra tradizione, cultura e sapori</a> first appeared on <a href="https://ilgiornaledellazio.it">Il Giornale del Lazio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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