Roma, 22 luglio 2026 – ” Le recenti tragedie che hanno colpito il mondo del lavoro confermano una realtà che non può essere elusa: quando un lavoratore muore durante l’attività, qualunque sia la causa immediata, si tratta di una morte sul lavoro. Anche il calore estremo è un rischio professionale riconosciuto dall’Inail e la sua gestione ricade sul datore di lavoro, al pari dei dispositivi di protezione – dichiara Vincenzo Multari, Segretario nazionale della FAST Confsl |Dipartimento Mobilità Terrestre – In meno di 48 ore, otto famiglie hanno perso un proprio caro: dal decesso per sospetto colpo di calore a San Giorgio di Nogaro, alle morti di Francesco Vona in una cava di Giavera del Montello, di un operaio folgorato a Montesano Salentino e di un agricoltore travolto dal trattore in Alto Adige. FAST Confsal esprime cordoglio e chiede piena chiarezza sulle dinamiche, con particolare attenzione al coordinamento tra gestori delle infrastrutture e ditte in appalto. Il ricorso al subappalto, diffuso in molti settori, concentra i rischi sugli anelli più deboli della catena produttiva.
Nonostante un lieve calo delle denunce di infortunio mortale nei primi mesi del 2026 – continua Multari -, l’Italia continua a perdere oltre mille lavoratori l’anno. Non c’è alcuna inversione di tendenza: c’è una strage continua, spesso invisibile perché frammentata nel tempo. FAST Confsal ribadisce la necessità di interventi immediati: più ispettori, controlli reali nei cantieri e negli appalti, una normativa efficace sul lavoro esposto al calore e una cultura aziendale che consideri la sicurezza un investimento.
E’ appena il caso di rammentare che, rispetto a questa emergenza climatica, l’INAIL ha richiamato l’attenzione delle aziende sulla necessità di adottare misure specifiche per la protezione dei lavoratori esposti a temperature elevate. Le linee guida indicano alcuni interventi prioritari: rimodulazione degli orari nelle fasce più fresche della giornata, pause regolari in aree ombreggiate o climatizzate, disponibilità costante di acqua fresca, utilizzo di indumenti idonei e formazione sui sintomi del colpo di calore. Il rischio da stress termico deve essere inserito nel Documento di Valutazione dei Rischi, con il coinvolgimento del Medico Competente e dei rappresentanti dei lavoratori. In condizioni climatiche estreme, l’INAIL ha evidenziato – conclude il Segretario – la possibilità di sospendere temporaneamente le attività e di attivare gli strumenti di tutela previsti, tra cui la Cassa Integrazione per i settori maggiormente esposti”.

